Casapound, nuovo striscione contro i partigiani: «Negazionismo e quattrini»

Dopo lo slogan comparso nel Giorno del ricordo a Vittorio Veneto, nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 febbraio c'è stato un nuovo blitz dei militanti di estrema destra

In foto lo striscione dei militanti di Casapound

"Anpi difende i titini? Negazionismo & quattrini". Questo il messaggio apparso su striscioni a firma CasaPound affissi nella notte a Vittorio Veneto, in Via Antonello da Serravalle dopo le polemiche sul Giorno del ricordo e la commemorazione dei martiri delle foibe.

«Non ci stiamo all'ipocrisia di chi ritiene l'Anpi intoccabile solo per il nome che porta - sottolinea CasaPound in una nota - Chi definisce 'presunta vittima' una martire come Norma Cossetto, studentessa istriana violentata e infoibata dai partigiani titini nel 1943, o mette in dubbio l'esistenza di un progetto di pulizia etnica come quello del comunismo jugoslavo che ha fatto 10mila morti e 350mila esuli dovrebbe essere tenuto fuori dalle celebrazioni di una data come il Giorno del Ricordo, e invece all'Anpi ha aperto le porte persino il Senato per una conferenza dal titolo che evocava la retorica riduzionista». Dopo lo striscione comparso a Vittorio Veneto nel Giorno del Ricordo, continuano le polemiche tra il partito dei estrema destra e l'associazione nazionale dei partigiani.

Partecipare Vittorio: «Giorno del Ricordo è un festival della mistificazione della storia»

La notte del 9 febbraio, come molte altre città italiane, Vittorio Veneto (Città Medaglia d'Oro al Valor Militare per il contributo alla Resistenza) si è ritrovata, in occasione del "Giorno del Ricordo", con un manifesto antipartigiano appeso dai giovinotti di CasaPound proprio a due passi dalla sede dell'ANPI. Farebbe quasi tenerezza leggere il comunicato di CasaPound, tanto smaccatamente provocatorio da risultare ridicolo. Ma i neofascisti vittoriesi hanno deciso di replicare, attaccando ieri sera in nuovo striscione all'incrocio fra via Petrarca e via Antonello da Serravalle. Uno striscione che insulta direttamente l'ANPI con accuse al tempo stesso ridicole ed infamanti. Bisogna un po' riflettere per capire come ormai sia permesso a quattro fascisti di  associare antifascisti e comunità storico-scientifica con epiteti ("negazionismo", "nostalgismo") sinora giustamente riservati proprio a quei gruppuscoli di estrema destra e a qualche "storico" in cerca di visibilità. Più in generale, questo "Giorno del Ricordo" molto selettivo è una specie di festival della mistificazione della storia, che nulla a che vedere con il rispetto per le vittime innocenti di esecuzioni sommarie ed infoibamenti in Jugoslavia o con le dolorose vicende dell'esodo istriano-fiumano-dalmata. È invece diventato l'occasione per rilanciare un nazionalismo bugiardo fondato sul mito (diciamo pure sulla menzogna) dell'"italiani brava gente". Si propone una lettura storicamente inventata ("pulizia etnica") del fenomeno degli infoibamenti e uccisioni sommarie nell'intera Jugoslavia fra il 1943 ed il 1945, che certo colpirono anche persone, anche italiane, del tutto innocenti, e di cui è giusto avere memoria. Noi italiani siamo tornati,  quanto a comprensione collettiva della storia del "confine orientale", più o meno al 1944. In pratica oggi la stragrande maggioranza delle forze in Parlamento aderisce al racconto che di queste vicende ne dava la Repubblica di Salò.  Questo "Giorno del Ricordo" è una cartina di tornasole di quanto siamo regrediti dal punto di vista sociale e civile negli ultimi anni, e non è affatto un tema secondario o "vecchio". È invece strettamente legato a una visione del mondo che ci cercano di inculcare, con buon successo peraltro, grazie a molti personaggi che hanno cercato e cercano di legittimarsi come statisti inventandosi "memorie condivise". Solidarietà all'ANPI, vittima di un'indecente intimidazione anche e soprattutto a Vittorio Veneto . Ci aspettiamo prese di posizione simili alle nostre da parte di tutte le associazioni e le forze politiche in città,ì in particolare da quelle forze che pure arruolavano neofascisti nelle loro liste e i cui esponenti magari alla bisogna ricordano di avere un qualche vecchio parente partigiano per ripulirsi la coscienza e l'immagine a giorni alterni. Siamo molto preoccupati di questi episodi intimidatori nei confronti di un’ associazione che dal dopoguerra ad oggi, in Città ha sempre operato per trasmettere alle nuove generazioni il testimone di molti concittadini che durante il ventennio fascista e durante la guerra sono morti per non sottostare a soprusi ed ingiustizie e di quanti hanno pagato un duro prezzo finendo nelle galere fasciste, a Roma o a Milano e scampati per un nonnulla alla deportazione. Chiediamo al Sindaco di condannare questi episodi e di segnalare presso le autorità competenti questi gesti intimidatori.

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