Martedì, 28 Settembre 2021
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Oras, tolti gli striscioni per il rinnovo del contratto: diffidata la direzione

Lavoratori e sindacati accusano la direzione dell'ospedale riabilitativo di alta specializzazione a Motta di Livenza per aver tolto gli striscioni all'esterno della struttura

Mobilitazione per il rinnovo del contratto della sanità privata, la Cisl Fp Belluno Treviso, insieme a Cgil Fp e Uil Fpl, ha diffidato la direzione dell’Oras, l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza.

striscioni ORAS-2

Giovedì mattina, 24 settembre, la dirigenza dell’ospedale ha fatto togliere dalla recinzione della struttura tutti gli striscioni appesi dai lavoratori la scorsa settimana, in occasione dello sciopero del comparto, e lasciati in quella posizione per sensibilizzare la cittadinanza riguardo al problema del contratto nazionale scaduto da 14 anni. «Dalla dirigenza - afferma Fabio Zuglian, Segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso - ci saremmo aspettati sostegno alla vertenza che riguarda circa 1500 lavoratori e lavoratrici della sanità privata nella Marca. La trattativa sul rinnovo del contratto è stata interrotta perché le associazioni datoriali Aris e Aiop, che dopo aver firmato la preintesa, non hanno proseguito con la sottoscrizione del contratto collettivo nazionale. L’atteggiamento della direzione dell’Oras ci delude e ci amareggia ed è contrario allo stato di agitazione formalmente dichiarato, che consente ai dipendenti l’affissione di striscioni e bandiere al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica. Le ragioni addotte dalla direzione, come l’intralcio del traffico, non sono sostenibili».

striscioni ORAS3-2

«L’atteggiamento dimostrato dalla direzione dell’Oras - scrivono le organizzazioni sindacali nella diffida inviata all’amministratore delegato della struttura, e, per conoscenza, al direttore generale della Ulss 2 e ai dipendenti - si configura come come attività antisindacale e per questo la richiesta è che gli striscioni vengano ripristinati. In caso contrario - conclude Zuglian - avvieremo le opportune azioni, anche in sede giudiziaria, a tutela del diritto di espressione e propaganda sindacale in azienda garantito dall’Art. 21 della Costituzione e dall’Art. 1 dello Statuto dei lavoratori».

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