No alla svendita dell'ex Coni: «Prima una nuova palestra per le società sportive»

L'associazione PerTreviso lancia un appello al sindaco Mario Conte dopo la decisione del Comune di mettere all'asta la storica palestra di viale Vittorio Veneto

In foto il palazzetto di Viale Vittorio Veneto

Quale casa per le società sportive del palazzetto ex Coni? Un quesito che resta senza risposta. Dopo la dichiarazione con cui, nelle scorse settimane, il sindaco Mario Conte aveva annunciato alla stampa la volontà di mettere all’asta la storica palestra di viale Vittorio Veneto, resta solo la preoccupazione di Scherma Treviso "Maestro Ettore Geslao" e delle altre associazioni che utilizzano l’immobile, che ora stanno vivendo, insieme ai propri associati, l’incubo di trovarsi, dall’oggi al domani, senza uno spazio per le proprie attività.

«Nessuna risposta (salvo qualche rassicurazione di circostanza) a una domanda che pure, dopo due anni di amministrazione Conte, sarebbe lecito aspettarsi - commentano gli esponenti dell'associazione PerTreviso - E invece assistiamo al paradosso di una giunta che si dichiara disponibile a svendere una (pur vetusta) palestra ancor prima di aver pianificato il futuro delle infrastrutture sportive nella città. Come se l’annosa questione della carenza di spazi non avesse già creato una lunga lista di associazioni sportive senza casa e come se aggiungervene altre, quelle che oggi calcano il parquet fuori porta San Tomaso, fosse un problema secondario. La situazione di precarietà della palestra ex Coni, aperta dalle dichiarazioni del sindaco, non circoscrive dunque un fatto isolato, ma è esemplificativa dello stallo di questa amministrazione rispetto alla questione dell’impiantistica sportiva. Una questione che la giunta Conte ha approcciato rinunciando all’investimento di 3,5 milioni di euro, messi a bilancio nel 2018 dalla giunta Manildo, per la realizzazione di una palestra polifunzionale nel quartiere di San Liberale: un progetto che avrebbe consegnato allo sport trevigiano uno spazio di quasi 3000 mq, utilizzabile contemporaneamente da diverse discipline e adatto a ospitare manifestazioni nazionali e internazionali di sport “minori”, con conseguente indotto per le attività economiche (senza dimenticare l’impatto in termini di riqualificazione di un’area attualmente degradata a ospitare un parcheggio semivuoto).

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D’altra parte - continua PerTreviso - nel tempismo delle dichiarazioni di Conte, che valuta solo il peso per le casse comunali di una palestra che è un riferimento per decine di famiglie, non c’è solo la mancanza di una visione per lo sport a Treviso. C’è anche la scarsa considerazione per la funzione che svolgono le associazioni sportive nel territorio. Che non sono meri utilizzatori di spazi, inquilini da sfrattare non appena si presenta l’occasione di una vendita immobiliare, bensì soggetti che rendono un servizio alla comunità. Per questo l'associazione PerTreviso si oppone alla vendita del palazzetto di viale Vittorio Veneto, una scelta accettabile solo in presenza di un unico, imprescindibile requisito: che a Scherma Treviso, alle altre associazioni e alle scuole che oggi lo utilizzano sia prioritariamente messo a disposizione un nuovo impianto, dove possano praticare le proprie attività in condizioni migliori di quelle attuali. Una condizione che dovrebbe valere per tutto lo sport trevigiano: pensiamo che questa sia la “città dello sport”, una città che investe e non che taglia sulle infrastrutture sportive».

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