Il 2 giugno di Szumski: «Stato fallito, con me unità di resistenza veneta contro la dittatura»

Dal palco dell'area fieristica la proposta del sindaco di creare organizzazioni in ogni comune veneto: «Io al posto di Zaia avrei denunciato. Per cambiare questa situazione occorre uscire dal sistema partitico: noi singole persone possiamo cambiare le cose»

Il sindaco in posa con la bandiera del Veneto

Centinaia di macchine hanno raggiunto martedì mattina il parcheggio dell'area fieristica del comune di Santa Lucia di Piave dove il sindaco Riccardo Szumski ha chiamato a raccolta i suoi concittadini e i simpatizzanti nell'evento del 2 giugno. L'occasione è stata la festa della Repubblica nonostante, ribadisce il sindaco, «non ci sia nulla da festeggiare». Sul piatto «il disastro sanitario, il disatro economico e sociale» derivato da quella che ha definito una vera e propria «dittatura sanitaria». 

Tagli e malagestione

Il sindaco si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, dopo aver chiesto un minuto di silenzio per le vittime di questa situazione, stigmatizzando il «regime di terrore imposto da presunti esperti ben lontani dal lavorare concretamente sul campo». Un problema che nasce anche dalla «mala» gestione della cosa comune: «Quella regionale è una sanità che ha tagliato posti letto, medici, infermieri, strutture e mezzi. Ai comuni sono stati rapinati 17 miliardi in dieci anni: i cittadini vengono tartassati e  le riaperture son state attivate sulle spalle dei commercianti e dei lavoratori oltre che sulle già penalizzate amministrazioni locali. Di fronte a tutti questi tagli, di fronte a questi scempi, se è vero che la Costituzione dice che la salute va tutelata, io se fossi stato in Regione, un ricorso alla Corte di Giustizia Europea l'avrei fatto».

«Lo Stato ha fallito»

Alla base, chiarisce il primo cittadino, un fallimento di questo Stato e di questo sistema: «Nelle ultime elezioni li avevo tutti contro e hanno perso: se tu parli il linguaggio della tua gente, la gente ti sostiene. Alle parole, però, devono seguire i fatti. Purtroppo il sistema partitico così com'è non funziona più: perchè, una volta arrivato al controllo questo o quel partito, si crea un'oligarchia che aspira a gestire il potere e che di quel potere se ne innamora. Di fatto il sistema partitico crea una gestione che non è finalizzata a cambiare le cose ma solo e unicamente a mantenere esclusivamente il proprio posto. Li abbiamo visti passare tutti: hanno promesso mari e monti. La verità è che solo ciascuno di noi se prende in mano il proprio destino con voglia di fare può cambiare le cose. Occorre dar voce alle persone, alle realtà personali, al cittadino concretamente».

La proposta

Di qui la proposta del sindaco: «Se volete io sarò coordinatore delle Unità di resistenza veneta con Riccardo Szumsky: vuole dire che in ogni comune del Veneto si possono creare queste unità. Bisogna capire in ogni comune quali sono i problemi delle persone, dei cittadini, delle famiglie e mettersi al lavoro creando attività concrete per dare effettiva risposta ai cittadini superando così quel sistema che va avanti solo per sè stesso». Nel finale tempo anche per i saluti del sindaco Luciano Gavin, sindaco di Grantorto, arrivato appositamenre dal Padovano per sostenere il suo collega.

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