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Zoppas Arena, code per i tamponi a Santo Stefano: «La Regione aumenti il personale»

Domenica 26 dicembre a Conegliano, dopo 2 ore in coda, una cinquantina di persone è stata rimandata a casa per la chiusura anticipata decisa dalla polizia locale. Zaia: «Servirebbero più tamponi nelle farmacie»

Domenica mattina in coda al punto tamponi di Conegliano, allestito presso la Zoppas Arena. Nel giorno di Santo Stefano gli automobilisti in attesa di effettuare il test sono rimasti bloccati per ore in coda e una cinquantina di loro è stata addirittura rimandata a casa per la chiusura anticipata decisa dalla polizia locale.

Gli orari di apertura fissati dall'Ulss 2 per la Zoppas Arena questa mattina erano: 8-12 ma, verso le 11.30, una cinquantina di automobilisti in coda da più di due ore sono dovuti tornare a casa perché gli accessi al Covid Point sono stati transennati dalla polizia locale intervenuta per far defluire il traffico lungo via Ca’ di Villa. Dal nuovo centro vaccini inaugurato oggi a San Vendemiano il Governatore Luca Zaia ha commentato: «Non avendo altre truppe a disposizione questo è quello che riusciamo a fare. Anch'io sarei arrabbiatissimo a fare le code ma, al momento, non abbiamo alternative. Ho fatto proposta al Governo di fare i tamponi che si fanno nei Covid point nelle farmacie ma il Governo dice che i contatti dei positivi non possono accedere alle farmacie per il rischio di aumentare ancora di più i contagi».

Il commento

«Per provare a smaltire le lunghe file nei punti tampone del Veneto, è urgente aumentare il numero degli addetti alla ricezione e alla registrazione: non si tratta di personale sanitario, ma amministrativo, non dovrebbero esserci grossi ostacoli». La proposta arriva da Francesca Zottis e Anna Maria Bigon, consigliere regionali del Partito Democratico in commissione Sanità insieme alla vice capogruppo dem Vanessa Camani e al collega Andrea Zanoni, commentando il sovraffollamento degli ultimi giorni per effettuare i test. «Siamo in una situazione di assoluta emergenza che rischia di finire presto fuori controllo, basta vedere le auto incolonnate per centinaia di metri fuori dagli hub. Le richieste sono in continuo aumento specialmente a ridosso delle feste e nei vari punti tampone si registrano attese di ore. Non è dignitoso, oltre che sicuro, lasciare in coda per intere mattinate persone con sintomi insieme ad altre che decidono di farsi un tampone per scrupolo, così da passare il Natale in tranquillità con i propri affetti e agli studenti che devono rientrare in classe. Non è certo la soluzione risolutiva ma un’azione temporanea che per qualche mese, almeno fino alla fine dell’inverno, può essere utile per far defluire le code e accelerare le operazioni».

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