Coronavirus, Zaia presenta i tamponi rapidi: «Risultati in sette minuti»

Lunedì 13 luglio il nuovo punto stampa del Governatore del Veneto, insieme al dottor Rigoli dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso: «Il virus arrivato dall'estero è molto più contagioso»

Luca Zaia durante un momento del punto stampa

«In Veneto la situazione Coronavirus è del tutto sotto controllo». Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha tenuto un nuovo punto stampa relativo all'emergenza Covid-19 nella giornata di lunedì 13 luglio.

«Il ceppo di virus presente oggi in Veneto è meno virulento rispetto ai mesi scorsi ma c'è un nuovo fenomeno: i focolai domestici autoctoni non sono un problema, ci preoccupano però i ceppi di virus portati dall'estero. Abbiamo intensificato i controlli: gli ultimi casi registrati in Veneto sono arrivati da: Serbia, Cina, Kosovo, Moldavia e Congo. Questi nuovi casi hanno fatto registrare un abbassamento dell'età media dei contagiati dopo che gli anziani sono stati messi in sicurezza. Abbiamo fatto sequenziare iI virus tra le quattro persone tornate dalla Serbia: era diverso dal ceppo presente in Veneto ed era molto più contagioso. Ora il virus l'abbiamo isolato ma resta una mutazione ancora sconosciuta sotto molti aspetti ai medici della nostra regione. Il virus proveniente da Paesi stranieri è dunque un problema a cui dobbiamo stare molto attenti. Dopo Wuhan e la Corea il Veneto è stata una delle prime regioni al Mondo ad avere il virus quindi se oggi altri Paesi stranieri continuano a registrare nuovi casi succede probabilmente perché da loro il Covid è arrivato più tardi» ha precisato Zaia. Sotto controllo anche la situazione alla casa di riposo Bon Bozzolla di Farra di Soligo.

La presenza del dottor Rigoli dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso è servita per illustrare un'importante novità: i tamponi rapidi, un nuovo sistema brevettato in Corea che il Veneto sta sperimentando in questi giorni per ottenere risultati sempre più rapidi. «Abbiamo testato mille tamponi rapidi e su mille solo uno ha dato come esito un falso positivo che, invece, era negativo. Il tampone rapido va alla ricerca diretta del virus, il test viene successivamente stemperato con delle goccioline in una saponetta. Se il virus c'è si attacca e crea una banda rossa che indica la positività del paziente. Il tutto entro 7 minuti di al massimo dal momento in cui si fa il tampone all'esito del test» ha spiegato il dottor Rigoli. Un giornalista si è sottoposto al test in diretta ed è risultato negativo dopo soli due minuti. E' un test di screening, chi risulta positivo viene sottoposto subito a nuovi test di verifica. Anche le persone tornate in Veneto dal Kosovo sono state sottoposte a questi test. Oltre a Treviso lo si sta sperimentando in provincia di Vicenza. «Nelle prossime settimane - conclude Rigoli - contiamo di inserirlo nel Piano di sanità pubblica. I test rapidi ci danno una diagnostica rapida a tappeto dei possibili nuovi casi postivi, stiamo pensando di utilizzarli nei pronto soccorso del Veneto». «Se avessimo avuto questo sistema a febbraio saremmo andati a cento all'ora e avremmo potuto isolare per tempo decine di focolai» ha precisato Zaia. Il costo dei tamponi rapidi è di 12 euro, sei euro in meno rispetto a un normale test del tampone. Quando un tampone rapido è positivo va obbligatoriamente fatto l'approfondimento per accertare l'effettiva positività del paziente. Potrà essere utilizzato anche dalle aziende per controllare i lavoratori che rientrano in Veneto dall'estero.

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