Tatuatori esclusi dal Dpcm, arriva il dietrofront: «Possono riaprire»

Mobilitazione nelle scorse ore da parte di decine di professionisti del settore che rischiavano di non poter riaprire dal 18 maggio. Via libera in Veneto dopo l'appello al Governatore Zaia

Alle 16 di ieri erano chiuse, alle 18 aperte. Per le "botteghe" dei tatuatori è stata insomma una domenica sull'ottovolante, appesi alla speranza di riaprire che la prima ordinanza di Zaia sembrava aver cancellato.

«Poi alle fine - spiega Stefano Fabretti, il titolare di IV Dimensione con la sede sulla Statale Feltrina - è arrivato il Dpcm del presidente del consiglio che ha sciolto le ultime riserve e questa mattina siamo aperti. Ma ieri è stata una giornata convulsa, con i centralini che stavano esplodendo per le richieste fatte in un periodo antecedente al Covid che prima potevamo finalmente soddisfatte, poi è stata tutto cancellato e alla fine abbiamo dovuto richiamare i clienti per dire che in effetti riaprivamo». Per le i protocolli, non essendocene nulla di specifico per i tatuatori, al IV Dimensione hanno preso a  modello quello degli estetisti. «Ma in realtà - spiga Fabretti - noi già prima del Coronavirus lavoravamo con guanti, visiere e mascherine perché le indicazioni della Usl sono molto stringenti. Per quanto riguarda i clienti debbono entrare nello studio con mascherina e guanti, che nei procediamo a sanificare. Se per gli operatori vengono adottate le Ffp 2 a chi si siede in poltrona diamo le mascherine chirurgiche, di cui avevamo una gran scorta anche prima del virus. L'unica incertezza riguarda i camici: le informazioni che avevamo dalla Inail dicevano che si dovevano indossare quelli dal chirurgo, che proteggono tutto il corpo mentre sul Dpcm è scritto che si possono usare quelli oppure dei grembiuli. E noi abbiamo adottato i secondi, cosa che eravamo abituati a fare anche prima».

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La risposta dei clienti alla nuova riapertura è stata entusiasta. «Il nostro è uno studio che lavora bene - conclude il titolare - avevamo chi si era prenotato per il periodo della chiusura e che è voluto tornare subito e altri chi si erano già messi in lista  per quando avremmo riaperto. Adesso speriamo vada tutto bene e si possa continuare la lavorare, il lungo stop è stato un periodo molto duro».       

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