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La scossa di terremoto a Zagabria

La scossa di terremoto a Zagabria

Terremoto a Zagabria, scossa percepita in tutto il Veneto

Martedì 29 dicembre alle 12.20 una violenta scossa di magnitudo 6.4 è stata avvertita in un raggio di 260 chilometri, Veneto compreso. Decine di telefonate ai vigili del fuoco

La terra torna a tremare in Veneto. Alle 12.19 di martedì 29 dicembre una violenta scossa con epicentro a Zagabria è stata avvertita in tutto il Nordest, seguita poche ore più tardi da una serie di altre scosse che hanno interessato solo la provincia di Verona. Il presidente Zaia ha abbandonato la sede della Protezione civile di Marghera, lasciando il punto stampa all'assessore Lanzarin e al dottor Flor. Il Governatore si è spostato a Conegliano e nella sua San Vendemiano per monitorare la situazione sulla Pedemontana trevigiana. Il sisma ha avuto magnitudo 6.4 della scala Richter ed epicentro a 10.1 chilometri di profondità.

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Decine le telefonate ai vigili del fuoco e al Suem118 ma nessuna richiesta di soccorso. Non sembrano esserci danni a cose o persone in provincia di Treviso. Sono state comunque mobilitate le squadre Usar del Veneto e della Lombardia. Nella giornata di ieri due scosse di 5.2 e 4.8 avevano creato numerosi danni sempre in Croazia ma senza feriti. Nella Marca il terremoto croato è stato percepito soprattutto nella zona della Pedemontana, nel Coneglianese e nell'Opitergino, i territori della provincia più vicini al Friuli. Terremoto percepito anche a Napoli e nel Ravennate. La Protezione civile del Veneto è stata preallertata. La scossa di 6.4 gradi della scala Richter registrata in Croazia ha distrutto metà del centro storico della città di Petrinja, località a poco meno di cento chilometri da Zagabria. Sul posto, dove i media croati riferiscono esserci una prima vittima (si tratterebbe di un bambino), le autorità hanno inviato circa 300 militari dell'esercito per prestare i soccorsi alla popolazione. Secondo gli organi di informazione locali un'altra persona trovata priva di sensi sarebbe stata estratta da un edificio.

Il commento della Regione Veneto

«Stiamo monitorando costantemente la situazione. Al momento le scosse di terremoto che hanno interessato la provincia di Verona sono state tre. Sono personalmente in costante contatto con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, con il quale la Regione è convenzionata per il monitoraggio e con il Direttore Interregionale dei Vigili del Fuoco. Confermo che per ora non ci sono giunte segnalazioni di danni» Con queste parole l'assessore alla Protezione civile del Veneto, Gianpaolo Bottacin, fa il punto della situazione a seguito del doppio evento sismico che ha interessato il Veneto martedì 29 dicembre.

«Il sistema di Protezione civile del Veneto - assicura Bottacin - rimane preallertato con tutti i suoi volontari per qualsiasi evenienza. Contrariamente a quanto appariva nei primi momenti - riferisce Bottacin - sembra che non sia necessaria l’attivazione della missione internazionale di supporto. Ho sentito il Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, e gli ho ribadito la nostra totale disponibilità a intervenire anche per attività “Usar” di ricerca di persone sepolte sotto le macerie. Tramite Arpav, informa Bottacin, stiamo anche precauzionalmente ponendo la massima attenzione alla rilevazione di eventuale radioattività, al momento assente, in relazione alla centrale nucleare di Krsko. Abbiamo contattato anche l’Isin (terminale italiano delle rete dell’Agenzia per  l’Energia Atomica), che è in contatto con la Autorità di Sicurezza Nucleare della Slovenia per Krsko. Anche da questa autorevole fonte si escludono rilasci di sostanze radioattive».

Gli aiuti urgenti

Il primo ministro Andrej Plenkovi? è in viaggio verso la zona devastata dal sisma. Secondo il Jutarnij List, la violenta scossa sarebbe durata circa una ventina di secondi, facendo crollare numerosi edifici - tra cui anche un asilo cittadino ndr - innescando un "panico generale tra la cittadinanza" alla ricerca delle persone che sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie. Il sindaco di Petrinija ha chiesto l'invio urgente di aiuti per la sua città.

In Croazia, Slovenia e Bosnia

A Zagabria è saltata l'elettricità e le persone si sono riversate in strada a causa delle forti scosse di assestamento succedute a quella registrata poco dopo le 12. La scossa sentita in buona parte del nord Italia infatti non è l'unica registrata dai diversi istituti sismologici che stanno monitorando la situazione venutasi a creare in Croazia. La terra ha tremato anche in Slovenia e le autorità slovene hanno chiuso la centrale nucleare di Krsko, impianto che si trova a una cinquantina di chilometri dalla capitale croata. Il terremoto, sempre secondo il Jutarnij List, è stato sentito anche in Bosnia Erzegovina. Il sito "Dnevni Anaz" riferisce di una situazione apocalittica.

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