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Terzo mandato, centrodestra boccia l'emendamento leghista: «Zaia al capolinea»

Salvini sapeva del voto contrario di FdI e Forza Italia già alla vigilia e aveva dichiarato: «Non ci sarà nessun problema in maggioranza se non passerà in Parlamento la legge sul terzo mandato». Esultano le opposizioni in consiglio regionale

Respinto l'emendamento della Lega al decreto legge elezioni sul terzo mandato per i governatori delle regioni. Quindi, per ora, anche il presidente Luca Zaia va verso la fine del suo ultimo mandato. In commissione Affari costituzionali, dove il provvedimento è all'esame, si sono espressi contro la proposta di modifica leghista, sia gli alleati di Fratelli d'Italia che Forza Italia, sostenuti da Pd, M5s, Avs. A sostegno della Lega ha votato invece Italia Viva di Matteo Renzi. Azione non ha partecipato al voto. In tutto ci sono stati 4 voti favorevoli, 16 contrari, un'astensione e uno non ha partecipato. I quattro voti favorevoli all'emendamento sul terzo mandato per i governatori presentato dai leghisti al dl elezioni appartengono a Lega e Italia viva, mentre i 16 contrari sono di Fdi, Fi, Udc, Pd, M5S, Avs, un astenuto è di Svp mentre Azione non ha partecipato. La commissione prosegue con il voto degli emendamenti. 

Le parole di Salvini

«Non ci sarà nessun problema in maggioranza se non passerà in Parlamento la legge sul terzo mandato - ha detto il ministro Matteo Salvini - .La posizione della Lega è chiara, ma siamo in democrazia: ogni tanto le proposte della Lega passano e altre volte, come in questo caso, vengono bocciate perchè tutti gli altri, Forza Italia, Fratellli d'Italia, Pd, Cinquestelle sono contro. Secondo me è un errore» ha chiuso, comunque consapevole già alla vigilia che non sarebbe passato e della "guerra" in corso, tutta interna al centrodestra, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative.

La Lega

Alberto Villanova, capogruppo della Lega in Regione, spiega: «Il primo round sul terzo mandato ha rispettato il pronostico. Peccato, ma non avevamo grandi aspettative, nella storia d’Italia Roma raramente ha aiutato la Serenissima. Sappiamo bene del resto con chi ci confrontiamo: anche qui in Regione, dove pure tra Lega e Lista Zaia abbiamo la maggioranza, siamo ad oggi coalizione di Governo. La partita per le prossime regionali in Veneto, comunque, è tutt’altro che chiusa, anzi. Qualcuno a Roma crede che, con il voto di oggi, la battaglia sia terminata. Si sbaglia, perché è proprio il contrario. Con oggi si inizia. L’esito della votazione romana stringerà ancora di più le fila sulla figura che più di ogni altro, in Veneto, riesce a riunire intorno a sé amministratori, sindaci e soprattutto cittadini: Luca Zaia. Il presente e il futuro di questa terra».

Opposizioni in Regione

«La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha bocciato l’emendamento, tutto veneto, per permettere ai presidenti di Regione di svolgere un terzo mandato consecutivo. Questa bocciatura mette di fatto fine all’ipotesi di uno Zaia-quater, aprendo le porte ad una nuova era per il Veneto - dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del Veneto che vogliamo, a seguito degli sviluppi della discussione sul decreto elezioni - .Da mesi ormai i politici della destra veneta sono impegnati a discutere se consentire al Presidente di essere rieletto o meno, in quello che è un classico accordo di palazzo, lasciando in secondo piano i reali interessi delle cittadine e dei cittadini del Veneto. Oggi si è consumata la rottura definitiva tra Fratelli d’Italia e Lega, vedendo i meloniani vincitori nel gioco della spartizione del potere. Questi ultimi sviluppi chiamano in causa le forze che vogliono costruire una alternativa al modello che da più di vent’anni governa la Regione. Dobbiamo farci trovare pronti per offrire alle cittadine ed ai cittadini del Veneto una proposta unitaria, credibile, costruita con un percorso comune, e che sappia parlare e rispondere ai cittadini veneti e i loro bisogni reali» conclude Ostanel.

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