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Attualità Oderzo / Via Sigismondo Brandolini

Test di Medicina e professioni sanitarie: corsi preparatori al Brandolini Rota

L'iniziativa, lunga 11 settimane, ha coinvolto 15 futuri medici e sanitari e si concluderà con uno stage di due giornate in sala operatoria e nei reparti del presidio ospedaliero di Monastier

Sensibilizzare i giovani alle professioni sanitarie e prepararli per i test universitari, tenendo conto dell'attuale necessità di medici e personale sanitario: questo l'obiettivo del corso biomedico organizzato all'Istituto Brandolini-Rota di Oderzo con la collaborazione dell'ospedale Giovanni XXIII di Monastier.

L'iniziativa, che ha coinvolto 15 studenti di 3°, 4° e 5° del liceo scientifico, ha offerto loro l'opportunità di acquisire una conoscenza pratica e approfondita di cosa significhi lavorare nel campo medico ma anche di farsi un’idea di quali potrebbero essere, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, le nuove figure professionali di cui la sanità avrà bisogno e che ora è chiamata, con il mondo accademico, a formare. Ogni giovedì pomeriggio, per undici settimane, medici e operatori sanitari del presidio ospedaliero hanno tenuto delle sessioni informative presso l'Istituto "Brandolini-Rota", affrontando argomenti che spaziavano dalla chirurgia all'ingegneria clinica, dalla gestione sanitaria alla sicurezza informatica. Gli studenti hanno così avuto l'opportunità di apprendere prospettive professionali future direttamente da professionisti del settore, comprendendo le sfide e le innovazioni del mondo medico contemporaneo. Una parte significativa del corso è stata costituita da due giornate trascorse proprio all’interno del Presidio Ospedaliero "Giovanni XXIII", durante le quali gli studenti hanno potuto esplorare concretamente le varie aree operative. Con il coordinatore Luca Florian hanno visitato le sale chirurgiche, familiarizzando con tecnologie all'avanguardia come il robot "Da Vinci" per la chirurgia mininvasiva. Inoltre, hanno avuto l'opportunità di approfondire la comprensione delle pratiche diagnostiche preventive, visitando reparti come la radiologia e la senologia, dove grazie alle spiegazioni dettagliate del coordinatore Matteo Tessarin, tecnico radiologo della struttura, hanno appreso l’importanza della diagnosi precoce attraverso l'utilizzo di strumentazioni innovative supportate dall'intelligenza artificiale. Ma c’è stato modo, per loro, di conoscere anche i reparti di medicina d’urgenza e il settore amministrativo. 

Studenti del corso bio medico del “Brandolini” di Oderzo in sala operatoria al “Giovanni XXIII”

Il programma ha anche toccato poi altre aree cruciali della sanità, come la fisioterapia e il laboratorio analisi. Il dottor Alessandro Munari, primario del reparto di fisioterapia ha illustrato loro, assieme al coordinatore Nicola De Pascale, le nuove tecnologie e i trattamenti innovativi utilizzati per le lesioni muscolo-scheletriche; la dottoressa Elisabetta Ricci, referente del laboratorio analisi, ha mostrato agli studenti le varie procedure e le nuove tecniche utilizzate per la medicina rigenerativa. Inoltre, hanno avuto l'opportunità di scoprire il ruolo della farmacologia con la dottoressa Francesca Costa e dell'odontoiatria nel contesto sanitario contemporaneo. In tale occasione, sono stati accompagnati dal responsabile medico del Centro Odontoiatrico, il dottor Renzo Sorato, e dal responsabile amministrativo, Angelo Iannacci. Questa non è stata la prima collaborazione tra il Liceo “Brandolini-Rota” e il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII”. Anche nel corso dell’anno scolastico 2022-23 erano stati organizzati 3 incontri-lezione tenuti dai medici presso la scuola primaria, affrontando temi come la sana alimentazione con il dottor Maurizio D’Aquino primario di Medicina ed esperto di gastroenterologia; l'importanza dell'acqua per la salute con il primario di urologia dottor Carmelo Morana e la corretta igiene dentale con il dottor Renzo Sorato e la dottoressa Anna Giulia Signoriello specializzata in odontoiatria pediatrica. Il progetto del corso biomedico 2023-24, organizzato nei dettagli da Giovanna Fiorotto, referente del progetto per il “Giovanni XXIII”, e avviato grazie al supporto delle docenti del “Brandolini-Rota” Valentina Telatin e Virginia Cerchier, si concluderà nei prossimi mesi con un'esperienza pratica, nei reparti di ortopedia, medicina, chirurgia e farmacia del “Giovanni XXIII”.

Lezione di biomedica al “Brandolini” di Oderzo con il coordinatore infermieristico Luca Florian

I commenti

«Riteniamo che fin dalla giovane età l’uomo abbia un'intuizione dei propri talenti e aspirazioni - spiega don Massimo Rocchi, direttore dell'istituto “Brandolini”- Per questo motivo, il nostro istituto, fondato nel 1889 con l'obiettivo di formare le future generazioni nelle professioni del tempo, assiste gli studenti nell’orientamento già dalla terza media, attraverso iniziative ministeriali e proprie, favorendo il discernimento delle scelte future e includendo esperienze pratiche. Negli ultimi anni, abbiamo notato che un significativo 35-40% degli studenti liceali si orienta verso carriere nel settore medico-sanitario. Pertanto, abbiamo ritenuto utile per loro sperimentare e comprendere il percorso per diventare medico o intraprendere professioni sanitarie attraverso il contatto diretto con gli operatori, talvolta all’interno delle strutture sanitarie. Il Presidio Ospedaliero di Monastier ha compreso il nostro intento e ha collaborato con noi per avviare questo percorso innovativo, consentendoci di realizzare corsi biomedici che possono risultare utili sia in preparazione dei test di accesso alle facoltà medico-sanitarie sia per dissipare i dubbi degli studenti sulla professione medica.- conclude don Rocchi -. Questa opportunità aiuta i giovani a superare eventuali incertezze riguardo a una professione che ha un forte impatto umano e che richiede pertanto una scelta ponderata».

«Mi congratulo con i docenti dell'Istituto ‘Brandolini-Rota’ ed in particolare con il direttore Don Massimo Rocchi e la dirigente scolastica delle medie superiori Giorgia Interlenghi per la sensibilità dimostrata nel mettersi a fianco degli studenti non solo nella formazione ma anche nell’orientamento scolastico. Speriamo che questo corso biomedico abbia fornito agli studenti una preziosa panoramica delle diverse carriere sanitarie attuali e future, preparandoli ad affrontare i test universitari con maggiore sicurezza e consapevolezza - chiosa Gabriele Geretto, amministratore delegato della Casa di Cura “Giovanni XXIII -.  Abbiamo bisogno di figure che amino la professione medica e che siano incentivate a rimanere nel nostro paese per aiutarci nella cura delle persone. Ecco perché come strutture sanitarie attive nel territorio, dobbiamo impegnarci attraverso queste iniziative che mirano a far scattare quella scintilla che nel tempo formerà professionisti capaci e umanamente preparati».

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