Il mio ufficio sta riaprendo ma non mi sento sicuro di tornare

Intraprendere una conversazione con il tuo capo e gestire la decisione

Mentre la pandemia di coronavirus, non dà risposte sul turbinio che avvolge il mondo, la nostra massima priorità collettiva è rimanere sani e salvi e fare la nostra parte per aiutare a fermare la diffusione. Per molti, ciò ha significato lavorare da casa negli ultimi mesi. Ora, mentre alcuni stati iniziano lentamente a riaprire, ma cosa succede se hai paura di tornare al lavoro perché la prospettiva non ti fa sentire al sicuro? 

Palesare i timori

Lavoro a distanza, è entrato a pieno titolo nella routine professionale di molte persone, alla luce della pandemia e delle preoccupazione al seguito. Si comprende l’importanza di entrare in uno step successivo e cioè quello della riapertura e del ritorno (anche se con lentezza) alla “normalità”. Quella stessa normalità che non sentiamo più nostra.  Si ha paura di tornare a lavorare negli uffici, perché non ci si sente sicuri e soprattutto rassicurati. Una delle cose da fare in questi casi, è palesare questo stato, al proprio datore di lavoro e dichiarare che al momento si preferirebbe perseguire nella modalità di smart working.                                                                                                                Da quando uno stato di emergenza nazionale è stato dichiarato a metà marzo alla luce della pandemia di coronavirus e il mio ufficio sta attualmente pianificando di riaprire. Mentre capisco l'importanza di prendere provvedimenti per aprire lentamente l'economia, ho paura di tornare a lavorare nel mio ufficio, non mi sento sicuro della scelta. Esiste un modo efficace per aiutare il mio manager a vedere il mio punto di vista e continuare a lavorare in remoto?

L’approccio

Una comunicazione chiara e professionale è cruciale. Chiedere un colloquio a distanza, tramite Skype, Zoom, Google meet, non optando per una comunicazione di solo testo, tramite e-mail ad esempio, è la soluzione ottimale, spesso infatti i toni di uno scritto non vengono compresi e addirittura fraintesi. Non è auspicabile che la tua esternazione, si perda nei significati.

Detto questo, prima della riunione, annotare ciò che si vuol dire, aiuterà a organizzare i pensieri e assicurerà il non tralasciare nulla. anche di non dimenticare di esprimere un certo punto.  Un altro aspetto da non trascurare, riguarda la naturalezza nell’esprimere i concetti, non apparendo come una sceneggiatura precostituita, ad esempio consultando discretamente le note scritte da argomentare.

Mentre organizzi i tuoi pensieri, considera perché il tuo manager potrebbe voler riaprire l'ufficio. Lavorare per vedere la loro prospettiva aziendale e comunicarla, può aiutare ad appellarti al loro senso di compassione. Pensa a cosa hanno avuto a che fare. Riesci a immaginare perché potrebbero provare a trovare modi per riaprire l'ufficio? Hai trovato difficoltà a lavorare in regime di lock down? sotto blocco?

Sicuramente si è consapevoli che l'economia sta soffrendo e che molte aziende sono in procinto di chiudere (o hanno già chiuso). In quanto persona più senior dell'azienda, il tuo manager può essere a conoscenza di determinati eventi dell’azienda, sulle implicazioni economiche e il perché di un’esigenza di dover riaprire gli uffici, questo pone in empatia con chi dal lavoro. Porsi in conflitto non porta da nessuna parte, in realtà anche loro cercano di destreggiarsi tra conflitti, danni e preoccupazioni.

Da dove cominciare

Dare il via alla conversazione, riconoscendo che la situazione è più grande di noi. Dire qualcosa del tipo: “So che la società sta attraversando molte cose in questo momento e so che lei e l’azienda, sta affrontando una serie unica di sfide. Io da impiegato, esisto per l’azienda”.

Quindi si giunge al punto principale, parlando delle preoccupazioni e che si è in primis intenzionati al ritorno in ufficio, ma in sicurezza. Il passaggio successivo, sarebbe argomentare le motivazioni a corredo, per non apparire come solamente focalizzati sulla propria egoistica sensazione di disagio.

Alcuni esempi di questioni specifiche, possono includere: il doversi servire di mezzi pubblici per recarsi al lavoro, i quali non offrono tutte le garanzie di sicurezza, l’omissione di protocolli comunicati dall’azienda ecc.…

Dopo la conversazione, inviare al manager una e-mail breve e di facile lettura che riassuma ciò di cui si è discusso, incorniciato da una nota di ringraziamento, è la chiusa perfetta, anche per fissare concetti volatili e divenire monito per meditare sullo stato dei dipendenti.

È probabile che, almeno, si venga ascoltati e che l’azienda trovi soluzioni che siano maggiormente conformi al relax dei propri dipendenti. Altresì, non è improbabile che si trovi un muro di cemento davanti e che l’empatia non si sia realizzata, purtroppo non puoi far altro che accettare le condizioni, al momento purtroppo non contemplabile la ricerca di un nuovo lavoro. La disoccupazione è in aumento e il momento non suggerisce l’esistenza di un bacino fiorente di offerte di lavoro. Questa situazione finirà; potrebbe non essere nell'immediato futuro, ma ci sarà un momento in cui si potrà cercare un altro lavoro.

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