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Salute mentale, presentazione del libro “La trappola del fuorigioco” di Carlo Miccio

Mercoledì 10 Ottobre, alle ore 18.30 la libreria LOVAT Villorba, in collaborazione con la cooperativa Sol.Co. e “Promozione in rete per la salute mentale”

In occasione della giornata mondiale della salute mentale, Mercoledì 10 Ottobre, alle ore 18.30 la libreria LOVAT Villorba, in collaborazione con la cooperativa Sol.Co. e “Promozione in rete per la salute mentale” presenta il libro “La trappola del fuorigioco” di Carlo Miccio. L’appuntamento sarà l’occasione per mettere al centro i temi della salute mentale, dell’inclusione, del’inserimento lavorativo e della riabilitazione sociale. Temi che la cooperativa Sol.Co. affronta ormai da anni. Durante la serata saranno inoltre proiettati alcuni video che raccontano le “storie di Solco”, spaccati di vita e di esperienza che vedono protagonisti i soci della cooperativa, alternati dall’interpretazione di alcuni brani del cantautore Lorenzo Cittadini, autore di una canzone dedicata proprio alla cooperativa.

La trappola del fuorigioco è un romanzo che, come una sorta di cartina al tornasole, ci accompagna all’interno delle dinamiche di un ambiente familiare in cui si annida ed esplode un disagio mentale. Giugno 1975: la travolgente avanzata elettorale del PCI di Berlinguer minaccia di sconvolgere l’ordine politico e sociale dell’intero paese. Per Sebastiano La Rosa, 40 anni e una diagnosi di Depressione Bipolare Schizoaffettiva, si profila il peggiore degli incubi: un paese in mano a barbari che bruciano chiese e sequestrano case. Una paura capace di spingerlo nel baratro psicotico sotto gli occhi di suo figlio Marcello, dieci anni, che la realtà la decifra solo attraverso il gioco del calcio. E che al significato della parola comunismo, e al senso vero delle paure di suo padre, ci arriverà scoprendo le meraviglie del calcio totale: un modulo perfetto praticato dalla nazionale olandese sotto la guida del suo rivoluzionario condottiero, il compagno Johan Cruyff. Inizia sul campo di calcio un cammino di trasformazione che porterà negli anni quel ragazzino a trovare la maniera per gestire l’ingombrante presenza della malattia paterna e le sue stesse reazioni emotive davanti alla paura e al pericolo.

CARLO MICCIO 51 anni, vive a Latina dove lavora come mediatore culturale con profughi e richiedenti asilo politico. Appassionato di creatività digitale, nel 2014 è stato incluso in un’antologia della Taschen tra i 150 più interessanti illustratori al mondo.

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