Lunedì, 15 Luglio 2024

Cittadella Appiani: «Serve dare una destinazione diversa». Spunta l'ipotesi Università

Il presidente della Camera di Commercio, Mario Pozza, aveva bocciato il trasferimento dell'ente camerale in piazza delle Istituzioni. Marco Zabai (Pd): «Desolante l'atteggiamento del sindaco, si limita a fare proposta immobiliari, buttata alla rinfusa»

«Speriamo si riesca a trovare una quadra per poter rimettere in campo piazza delle Istituzioni perchè non diventi uno scatolone vuoto, certamente il caro degli affitti, lo Stato che guarda a fare economia, ha fatto si che arrivassero queste disdette, mi auguro che si possa trovare una riallocazione diversa» così è intervenuto nella mattinata di oggi, 5 luglio, il presidente della Camera di commercio di Treviso, Mario Pozza, a chi gli chiedeva un commento sull'ormai conclamato svuotamento della cittadella Appiani (lunedì scorso il bando della Prefettura per trovare una nuova sede per Questura e polizia stradale): anni or sono l'ente camerale rinunciò al trasferimento da piazza Borsa a piazza delle Istituzioni, con tanto di guerra a carte bollate con Fondazione Cassamarca che si ritrovò così con una torre vuota (e lo è rimasta). «Certamente anche noi dovevamo andare li ma l'obiettivo di creare la piazza delle Istituzioni non si è realizzato e anzi sta cambiando tutto» ricorda Pozza «penso che anche Fondazione Cassamarca dovrà pensare a come rilanciare tutto ciò». Tra le ipotesi sul piatto c'è quella di un cambio di destinazione urbanistica dell'area che potrebbe permettere di trasferire l'Università all'Appiani. «Il sindaco Conte sta facendo il possibile per fare in mdo che non diventi un quartiere abbandonato, poi ci sono gli investimenti che spettano a Fondazione Cassamarca. Ci sono molti spazi vuoti fin dalla realizzazione, purtroppo è andata così e si può far poco. Serve un rilancio, investire di nuovo dando una destinazione diversa, una riconversione» chiude il presidente «l'Università potrebbe starci, così come potrebbe starci il Sant'Artemio: adesso bisogna vedere quale sarà la riforma delle province. Ora sembra sia arrivata la disdetta dell'ex distretto militare e quindi altri spazi so che il sindaco li sta cercando, può essere che anche quella sia una collocazione. L'Università se la portiamo li deve essere accompagnata dallo studentato ossia anche i servizi e gli alloggi. Ci deve essere vita».

Zabai (Pd): «Il sindaco Conte naviga a vista, serve una visione»

«La notizia che la Prefettura ha emanato un avviso per cercare una nuova sede alla Questura, via dal Centro Appiani, è purtroppo l’ennesimo capitolo fallimentare di quella visione di città rappresentata dal Risiko immobiliare targata De Poli, Gobbo, Gentilini e Zaia. Treviso deve prendere definitivamente atto che quella visione è fallita, e che non è compatibile con la dimensione urbana trevigiana. Non si può pensare di continuare a governarne solo le conseguenze nefaste, mettendo pezze su pezze e lasciando senza un disegno complessivo il tessuto urbano». Così commenta le notizie di questi giorni il consigliere comunale del Pd, Marco Zabai «Abbiamo disperatamente bisogno di una nuova visione, che faccia il punto e rilanci la città nel suo complesso. Serve per tanto un nuovo Piano Strategico per la Città di Treviso, che apra una riflessione complessiva su dove vogliamo andare come città: come pensiamo di organizzare i nostri assi di sviluppo economico e con il territorio circostante, la grande Treviso e la PA.TRE.VE., la rete del trasporto, dei servizi, l’espansione dell’Università e della residenzialità universitaria, il recupero dei buchi neri, cosa fare del Centro Appiani che non può rimanere un astronave vuota parcheggiata a pochi metri dalle mura, come affrontare la viabilità con l’aeroporto, il quarto lotto, è molti altri temi (penso solo al sociale, all’integrazione, al contrasto al calo demografico). Un grande nuovo patto urbano aperto alla partecipazione di tutti i soggetti cittadini, imprese, rappresentanze economiche, sociali, istituzionali».

«È davvero desolante invece leggere dell’atteggiamento del sindaco: invece di dare una direzione, un impulso, di promuovere questo necessario confronto complessivo sulla città si limita a fare proposte “immobiliari”, ipotesi buttate alla rinfusa» continua Zabai «È possibile che il capo dell’amministrazione cittadina possa solo fare commenti a scelte della Prefettura? Che sia un soggetto completamente passivo senza nemmeno l’ambizione di costruire un disegno strategico? Non si può arrivare al punto che la Questura ha bisogno di una nuova sede ma che non si sia concretamente immaginato dove abbia senso metterla. Questa navigazione a vista continua da troppo tempo: lo abbiamo visto con la guardia di finanza alla Salsa, lo stiamo vedendo con gli studentati, con la nuova stazione. Treviso cambia attorno al sindaco Conte e lui osserva entusiasta e basta, andando al massimo a traino di decisioni altrui. Si può fare davvero di più. Serve aprire immediatamente il cantiere per un Piano Strategico e dare una visione complessiva a Treviso. Il Sindaco ha ricevuto un ampio mandato di consenso, dimostri di essere coraggioso, competente e di saper esercitare il suo ruolo».

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