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Domenica, 16 Giugno 2024
Attualità Sant'Angelo / Tangenziale

Autovelox, decreto in Gazzetta ufficiale: «Restano attivi quelli in tangenziale»

Martedì 28 maggio sarà pubblicato il testo con le nuove norme sui rilevatori di velocità annunciato dal ministro Salvini. Il sindcaco Mario Conte: «Colonnine arancioni attive solo in presenza dei vigili, importanti novità sull'omologazione»

Annunciato dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini durante un question time alla Camera la scorsa settimana, martedì 28 maggio il decreto sui dispositivi di rilevazione della velocità sarà pubblicato ufficialmente in Gazzetta ufficiale. L'obiettivo del provvedimento, in vigore da inizio giugno, è chiaro almeno nelle intenzioni: disciplinare in modo rigoroso l'uso e la collocazione degli autovelox. Tutti i comuni dovranno adeguarsi alle nuove regole.

Cosa cambia

Verranno introdotte alcune misure che modificheranno in modo sostanziale l'uso dei rilevatori di velocità. Tra le novità più significative, il decreto prevede che gli autovelox siano segnalati in anticipo e con distanze precise: almeno un chilometro prima fuori dai centri urbani (strade extraurbane), 200 metri prima sulle strade urbane di scorrimento e 75 metri prima in tutte le altre. Inoltre, tra un dispositivo e l'altro dovranno esserci distanze minime differenziate in base al tipo di strada (urbana o extraurbana), per evitare la serialità delle multe nello stesso tratto di strada. Si tratta di una modifica che punta a garantire una maggiore trasparenza e a ridurre l'uso indiscriminato dei rilevatori di velocità. La collocazione degli autovelox, inoltre, sarà determinata dai prefetti: a loro, infatti, dovranno rivolgersi i sindaci per avere il via libera all'installazione. I dispositivi potranno essere posizionati solo in aree ad alto tasso di incidenti, dove è documentata l'impossibilità o la difficoltà di contestazione immediata a causa delle condizioni strutturali della strada. Significa che i comuni dovranno chiedere ai prefetti l'ok agli autovelox mobili, dimostrando che in una certa strada gli incidenti sono dovuti proprio alla velocità.

Limiti di velocità

Il decreto in questione stabilisce che la velocità rilevata dagli autovelox sarà parametrata a quella prevista dal codice per ciascuna tipologia di strada, come 50 km/h nei centri urbani. Stop, quindi agli autovelox sotto i 50 km orari in città. Sulle strade extraurbane, invece, come ha dichiarato il ministro Salvini, i dispositivi potranno essere utilizzati solo per la riduzione della velocità non superiore a 20 km orari rispetto al limite ordinario previsto dal codice della strada. Una scelta giustificata da Salvini con l'intento di utilizzare gli autovelox in modo mirato e necessario, ad esempio vicino a scuole, asili o ospedali, evitando l'uso di rilevatori di velocità senza una reale esigenza di sicurezza.

Omologazione e multe

Il decreto precisa anche che è possibile fare ricorso a dispositivi che si trovano a bordo di un veicolo in movimento senza contestazione immediata solo nei casi in cui non sia possibile collocare postazioni fisse o mobili. In generale, però, gli autovelox a bordo delle auto delle forze dell'ordine devono essere adeguatamente riconoscibili. I sindaci hanno un anno di tempo per mettere a norma i dispositivi: in questi 12 mesi le multe saranno ancora valide (ricorsi permettendo). Il decreto non affronta invece il nodo dell'omologazione degli autovelox: finché la questione degli apparecchi "solo approvati ma non omologati" non sarà sanata, tutte le multe emesse con l'autovelox sono a rischio ricorso.

Il commento

Mario Conte, sindaco di Treviso, commenta così la notizia: «Le nuove regole hanno lo scopo di evitare inutili salassi per i cittadini. Stop a più autovelox nello stesso tratto stradale e stop anche alle repentine riduzioni dei limiti di velocità, dovranno essere graduali e segnalate per tempo - spiega Conte -. Sull'omologazione degli autovelox, al centro di numerosi contenziosi qui a Treviso - chiude Conte - verrà portato avanti un altro decreto legge dopo l'approvazione del nuovo Codice della Strada, che equiparerà l'omologazione all'autorizzazione ministeriale. Fino a quando non verrà detto come omologare questi autovelox tutti i rilevatori autorizzati dal Ministero saranno considerati omologati e resteranno attivi. A Treviso da domani cambierà poco: restano attivi i velox fissi lungo la tangenziale mentre tutte le colonnine (box arancioni) presenti in città saranno attive solo in presenza di una pattuglia della polizia locale».

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