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Musei civici di Treviso, inaugurato il nuovo baby pit stop

Un nuovo servizio per le famiglie a Santa Caterina. A febbraio record di ingressi nei poli espositivi

È stato inaugurato questa mattina al Museo di Santa Caterina il nuovo Baby Pit Stop Unicef, iniziativa per le famiglie trevigiane (e non solo) voluta dall’Amministrazione Comunale con Unicef e in collaborazione con Ascom per dare la possibilità alle neo mamme o, più in generale, ai genitori, di trovare uno spazio attrezzato per l’allattamento o il cambio del pannolino. I Baby Pit Stop, dotati di fasciatoio per il cambio e una sedia comoda e appartata per allattamento, sono più di trenta fra centro storico e quartieri. Molti di questi sono stati messi a disposizione da enti pubblici ed attività commerciali. Nonostante le difficoltà del momento, sono almeno 15 le nuove richieste di informazioni pervenute agli Uffici comunali per allestire Baby Pit Stop.

«Siamo veramente soddisfatti perché i nostri uffici continuano a ricevere richieste di consulenza per i nuovi Baby Pit Stop -sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali Gloria Tessarolo- L’inaugurazione del nuovo punto allattamento a Santa Caterina era atteso da tempo: l’iniziativa era stata annunciata ad ottobre ma purtroppo la situazione pandemica ha determinato le varie chiusure. L'auspicio è che i luoghi della cultura possano restare aperti ed accogliere le famiglie che, nella nostra città, devono potersi sentire coccolate. Il benessere delle famiglie con bimbi piccoli passa anche per la libera fruizione dei luoghi, anche e soprattutto quelli culturali».

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Il Baby Pit Stop allestito ai Musei non è l’unica iniziativa che unisce l’arte e la bellezza e il sostegno alla famiglia. Al Museo Bailo sono stati infatti organizzati tre corsi sull’allattamento materno in collaborazione con il reparto di Ostretricia e Ginecologia dell’ospedale Cà Foncello diretto dal dottor Enrico Busato. I Musei Civici, con questo nuovo spazio dedicato ai più piccoli, prosegue nell’opera di implementazione dei servizi. Negli ultimi mesi è stato esteso l’orario di apertura di oltre 19 ore settimanali, eliminando la chiusura durante la pausa pranzo e sono stati incrementati i prodotti e i gadget presenti nel book shop ma, soprattutto, è stata introdotta la gratuità per tutto il mese di febbraio.

«La gratuità non è una sperimentazione fine a sé stessa -sottolinea l’assessore ai Beni Culturali e Turismo, Lavinia Colonna Preti- Innanzitutto è stato un segnale che abbiamo voluto dare ai nostri visitatori di quanto l’utente sia per noi fondamentale. Il Museo senza visitatori è un controsenso perché, è bene ricordarlo, il fine ultimo degli Istituti della Cultura è la fruizione. Incrementare quindi i servizi si pone nella logica della massima attenzione a chi si reca nei poli espositivi».

I dati del mese di febbraio hanno premiato la scelta. Dal 1 al 28 febbraio gli ingressi a Santa Caterina e al Bailo sono stati 4500: un numero straordinario se si pensa alle limitazioni ancora vigenti (apertura da lunedì al venerdì con esclusione dei giorni più importanti nel fine settimana, senza scolaresche e turisti), ma ancor più significativo se paragonato allo stesso periodo degli anni precedenti (escluso il 2020 per la chiusura a causa del Covid-19). Nel 2018 i visitatori erano stati 2.100, mentre nel 2019 poco più di 3.000. «Visitare i musei può diventare un gesto quotidiano», chiude l’assessore Colonna Preti. «Assicurare servizi adeguati è indispensabile per garantire che questo gesto rimanga un’esperienza indimenticabile».

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