Recuperate due opere del pittore futurista Achille Funi, saranno esposte al Bailo

Le due opere raffigurano, sotto le specie di due figure allegoriche – Pitagora e Guerriero – due autoritratti di Achille Funi datati agli anni ‘30. Uno dei due presenta poi la dedica autografa a Natale Mazzolà con la data 1956, riferita alla cessione al collezionista

Le opere

Si è concluso il restauro di due magnifiche opere del pittore Achille Funi, fra i più noti interpreti della corrente futurista. Il recupero è avvenuto grazie alla campagna di conservazione del patrimonio artistico dei Musei Civici di Treviso e alla sponsorizzazione di Treviso Ricerca Arte, associazione impegnata nella promozione e nella divulgazione dell’arte contemporanea nella molteplicità delle sue forme e dei suoi contenuti. Contributo, quello di TRA, scaturito dal progetto RE.USE, attraverso una raccolta fondi che ha visto protagoniste alcune opere di cracking art. Le magnifiche “tecniche miste” di Achille Funi verranno esposte al Museo Bailo, nell’ambito dell’esposizione permanente che prenderà vita con l’inaugurazione della nuova ala del polo museale.

Funi è stato un importante esponente della corrente futurista nel primo '900 assieme a Boccioni, e promotore del rilancio dell'affresco assieme a Campigli e Sironi. Le opere custodite a Treviso sono pervenute negli anni ’70 ai Musei Civici come donazione di Maria Calzavara e Natale Mazzolà, collezionisti e mentori di molti degli artisti, già protagonisti del primo Novecento a Treviso, primo fra tutti Arturo Martini. Le due opere raffigurano, sotto le specie di due figure allegoriche –  Pitagora e Guerriero – due autoritratti di Achille Funi datati agli anni ‘30. Uno dei due presenta poi la dedica autografa a Natale Mazzolà con la data 1956, riferita alla cessione al collezionista.

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Collocati per molti anni come complementi d’arredo in uffici del Comune, presentavano una situazione di grave compromissione dovuta all’attacco di componenti biologiche prevalentemente fungine e all’avanzata acidificazione del supporto. L’intervento di restauro - sotto l’alta sorveglianza della competente Soprintendenza -  è stato condotto dalla restauratrice Miriam Rampazzo di Padova (specializzata in interventi su opere su carta) e dal Laboratorio degli Angeli di Bologna e ha comportato l’esecuzione di molteplici analisi preliminari.

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