Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità

Sinergia Treviso-Belluno per la musica: si va verso un Conservatorio diffuso

Il Direttore dello “Steffani”, Stefano Canazza: "L’idea è di partire nel febbraio 2022 con alcuni corsi di formazione del triennio"

Incontro di presentazione ufficiale martedì mattina in Sala Giunta a Palazzo Rosso tra l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno, Marco Perale, e il nuovo Presidente del Conservatorio di Musica di Castelfranco Veneto “Agostino Steffani”, Nicola Claudio (Claudio è inoltre Presidente del Cda di Rai Cinema e Direttore della Governance e Segreteria Societaria Rai), insieme al Direttore dello “Steffani”, Stefano Canazza, e al Coordinatore della Scuola Comunale di Musica di Belluno “Antonio Miari”, gestita dall’Istituto castellano, Melita Fontana. Sul tavolo, il futuro della collaborazione con la scuola musicale bellunese e l’avvio di una progetto a cui gli enti lavorano da tempo. «Abbiamo parlato della possibilità concreta di dare vita a un “conservatorio diffuso” che veda le città di Belluno e Treviso (gli unici due comuni capoluoghi del Veneto a non ospitare una propria sede di conservatorio) orbitare intorno al Conservatorio di Castelfranco, che è già la nostra realtà di riferimento - annuncia Perale - Sarà un’occasione di ulteriore crescita culturale per la città: dopo l’Hub delle Dolomiti a Palazzo Bembo con la Luiss, questo è il secondo tassello di Belluno come città dell’alta formazione».

«Vogliamo lavorare soprattutto nel Bellunese - aggiunge Claudio - con un occhio alla formazione e l’altro al mondo del lavoro. Vogliamo coinvolgere quei saperi imprenditoriali che possano portare alla nascita e alla crescita di imprese culturali e creative. Una particolare attenzione, infatti, va data alle nuove generazioni e ai nuovi mestieri della musica». A fare il punto sulla questione del “conservatorio diffuso” è Canazza: «L’idea è di partire nel febbraio 2022 con alcuni corsi di formazione del triennio, valuteremo insieme quali. Sono circa una trentina gli studenti del Bellunese iscritti al nostro conservatorio e a loro, e a tutti quelli che vorranno iscriversi, vogliamo dare la possibilità di poter studiare nella propria città senza dover affrontare tutti quegli spostamenti previsti da un percorso articolato come quello accademico di primo livello che noi proponiamo».

«Si sta dando concretezza a un’idea avuta lo scorso anno - interviene Melita Fontana - grazie alla sinergia che si è creata con l’entrata dello “Steffani”. Ora c’è bisogno di un passo in avanti e la “Miari” si mette al servizio di questa progettualità verso il territorio». Si è parlato naturalmente anche di produzione artistica, di due concerti a Palazzo Fulcis in agosto, e della realizzazione di un’opera in vista delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Dino Buzzati (1906-1972) con l’obiettivo di rappresentarla a livello nazionale. Al termine dell’incontro, la delegazione - sotto la guida della direttrice Fontana - ha visitato la sede della scuola: «I locali rinnovati sono particolarmente funzionali e costituiscono un ambiente nel quale i nostri studenti possono studiare e lavorare con estremo profitto, seguendo gli insegnamenti di ottimi professionisti», conclude Claudio.

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