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Venerdì, 12 Aprile 2024

Il ricordo del 7 aprile, Conte: «Le bombe sono anche una comunicazione sbagliata, le offese e le minacce»

Il sindaco, il ministro Nordio, i parlamentari trevigiani Scarpa e Bof, le autorità civili e militari, i consiglieri comunali e molti cittadiini hanno commemorato nel giorno di venerdì santo le 1600 vittime, tra cui 123 bambini, di quel terribile giorno di 79 anni fa. In piazza anche il candidato del centrosinistra, Giorgio De Nardi

Preceduta dalla commemorazione dedicata ai caduti di tutte le guerra, con una lapide presente ai piedi della scalinata di palazzo dei Trecento, si è svolta nella tarda mattinata di oggi la celebrazione dedicata al 79° anniversario del bombardamento della città di Treviso del 7 aprile 1944, tragedia che costò la vita a 1600 vittime, tra cui 123 bambini. Un venerdì santo, come quello di oggi, dedicato alla riflessione e ad un momento molto sentito e partecipato. Oltre al sindaco Mario Conte e al Prefetto Angelo Sidoti, accompagnati dai vertici delle forze dell'ordine, delle forze armate e dalla quasi totalità del consiglio comunale, era presente anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e i parlamentari trevigiani Gianangelo Bof e Rachele Scarpa.

Prima che alle 13.05 dalla torre civica di piazza dei Signori risuonassero, per 7 minuti, i rintocchi, a ricordare quei minuti drammatici di 79 anni fa, quattro studenti delle scuole Stefanini hanno letto alcuni passi dal volume "Il cielo rosso", di Giuseppe Berto, intervallati dalla musica della banda cittadina “D. Visentin” e dagli interventi del ministro Nordio (QUI IL VIDEO) e del sindaco di Treviso Conte, accompagnato da Bertilla Casarin che ha voluto testimoniare quanto ha vissuto, all'età di appena dieci anni (QUI IL VIDEO).

«Le bombe non sono soltanto gli ordigni bellici» ha sottolineato il primo cittadino «le bombe sono anche una comunicazione sbagliata, le offese, le minacce. Ognuno di noi ha la facoltà di sganciare ogni giorno delle bombe che fanno male a delle altre persone e dico questo perchè 79 anni dopo, io approfitto di questa occasione per dire che dobbiamo recuperare la pace sociale. Siamo reduci da un periodo complicatissimo che oltre ad averci fatto perdere un numero elevato di concittadini ha spaccato moralmente la nostra comunità e quindi e quindi l'appello è di recuperare la pace sociale, facciamo tesoro di quanto successo, recuperiamo quei valori di pace». In piazza dei Signori, come annunciato, era presente anche il candidato sindaco del centrosinistra, Giorgio De Nardi. Sulla polemica innescata nei giorni scorsi circa la prosecuzione della campagna elettorale anche in questa giornata, il candidato civico si è trincerato dietro un "no comment".

De Nardi, la gaffe e il dibattito sullo stadio Tenni

I toni tra lui e Conte restano sempre poco cordiali, per dirla con un eufemismo. «Siamo concentrati nel cercare di far passare i messaggi a cui teniamo e cercare di capire se effettivamente corrispondono alle necessità della cittadinanza» ha detto a margine della manifestazione «quindi per noi restituire come parco cittadino il Tenni è qualcosa di molto importante ed il fattore sportivo va nella stessa direzione: non si può costruire il futuro di una squadra professionistica in uno stadio come quello, in un'ottica di visione strategica della città».

Al 7 aprile il candidato del centrosinistra ha poi dedicato un post sulla propria pagina Facebook. "79 anni fa un dramma scosse la città di Treviso, oltre 1000 concittadini persero la vita a causa di un bombardamento nemico che causò inoltre danni incommensurabili a tutta la comunità trevigiana. Oggi commemoriamo quei cittadini che persero la vita e ci stringiamo attorno ai superstiti e li ascoltiamo affinché non si perda la memoria storica e che il passato ci possa insegnare a non ripetere quegli errori. Mai come in questo periodo corre l’obbligo di ripetere una parola tanto scontata e inflazionata ma densa di un autentico significato e sentimento: PACE". L'aggettivo "nemico" accostato al bombardamento (poi corretto in amico) ha portato ad una lunga serie di commenti per sottolineare l'evidente gaffe di De Nardi, costretto a correggere il tiro.

Giorgio De Nardi in piazza dei Signori

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