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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Stefano Boeri porta il Bosco verticale a Treviso: «Corridoio verde per la città»

Lunedì 29 novembre l'archistar milanese ha presentato il complesso residenziale di "Ca' delle Alzaie": 60 appartamenti in tre diversi edifici, realizzati da Cazzaro Costruzioni, già tutti venduti in fase di progettazione

«Treviso ha un impianto storico straordinario: non volevamo camuffare con il verde la morfologia della città, abbiamo cercato piuttosto di introdurre un corridoio verde in grado di creare una connessione con l'ambiente già esistente in zona, aumentandone i vantaggi per tutti i residenti». L'archistar milanese Stefano Boeri ha presentato con queste parole, lunedì 29 novembre, il progetto di "Ca' delle Alzaie", primo edificio in Italia a seguire l'esempio del celebre "Bosco Verticale" di Milano, realizzato sempre dallo studio Stefano Boeri Architetti.

Il progetto

"Ca' delle Alzaie" è composto da tre diversi edifici alti 7 piani e realizzati dalla ditta Cazzaro Costruzioni. Ogni palazzo ospita 20 appartamenti per un totale di 60 unità abitative, tutte già vendute in fase di progettazione più di un anno e mezzo fa. Ogni appartamento ha almeno un albero per terrazza e ogni piano ospita dai due ai tre appartamenti. Sulle facciate dei tre edifici trovano spazio 120 alberi per un potenziale di 2,7 tonnellate di ossigeno prodotte ogni anno. 400 le piante a basso fusto presenti nel complesso di appartamenti, per oltre due ettari di nuova vegetazione. Non saranno però gli inquilini a scegliere quali piante mettere in terrazza: la gestione del verde è stata appositamente studiata e affidata ad un team di esperti che hanno fatto le loro scelte basandosi sullo studio delle specie autoctone del Parco del Sile e della Restera. "Ca' delle Alzaie" sorge su un'area di 10.750 metri quadrati, di cui 8mila edificati. Il verde occupa il 51% della superficie totale ed è stato aumentato di circa 40 volte rispetto alla quantità presente prima della costruzione dei tre edifici. «Ci sembrava una strada quasi obbligata realizzare tre blocchi separati che non creassero una barriera e avessero un'importante presenza di verde in un luogo così straordinario - aggiunge Boeri - Siamo stati molto attenti in fase di progettazione e il confronto con la famiglia Cazzaro è stato fondamentale. Prima dei lavori abbiamo dovuto bonificare l'area, dando nuova vita agli spazi industriali abbandonati presenti in quest'area. Penso che con questo progetto siamo riusciti a far fare alla Restera un passo in avanti» conclude Boeri.

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