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Le polemiche sullo spettacolo di burlesque: «Show adatto ad un pubblico di tutte le età»

La lettera aperta del presidente dell'associazione "Doge", Giorgio Bughetto, in cui replica agli attacchi subiti negli ultimi giorni per la manifestazione "Il mercato dei vecchi mestieri"

Dopo giorni di attacco mediatico verso una manifestazione a carattere storico e culturale, denominata il Mercato dei Vecchi Mestieri, sono qui a rispondere alle varie domande e risposte arrivate, molte delle quali inopportune, in quanto non sapendo effettivamente come si sono svolti i fatti non era il caso di infierire ulteriormente, soprattutto dato che la mia associazione è prettamente a carattere storico e a livello di mostre e concerti benefici. Abbiamo postato su Facebook, in data 20 agosto, la locandina allegata,senza nessuna scritta allusiva o offensiva per nessuno, in  quanto il tutto era stato preventivamente esposto alle ragazze. Il sabato mattina è cominciata la bagarre giornalistica, partita dal Gazzettino, senza che nessuno mi chiamasse o volesse sapere e conoscere come si sarebbe svolto il tutto. Da lì la cosa si è poi propagata in maniera nazionale, più volte ho smentito quanto scritto, perché inesatto e lesivo della dignità delle persone e della categoria.

Quindi, che cosa stava scritto sul volantino? Solamente ''allegoria di un vecchio casino'' il sabato, e domenica alle ore 21 spettacolo di burlesque. Quest’ultimo non è in alcun modo collegato all’allegoria del giorno precedente (se non per il fatto di trovarsi nello stesso volantino), lo spettacolo è stato messo alla fine di quest'evento culturale per chiudere in Bellezza e celebrando l'arte sotto ogni sua sfaccettatura. Tant'è che la sera stessa ci saranno altri show, che nulla hanno a che vedere coi mestieri di una volta. Nel corso della manifestazione verranno proposti infatti spettacoli teatrali e musica. Abbiamo voluto dare spazio anche al burlesque, arte performative pluridisciplinare (teatro, danza, ecc) all’insegna dell’eleganza e del divertimento. Lo show sarà assolutamente adatto ad un pubblico di tutte le età.

Per quanto riguarda l'allegoria delle case chiuse, invece, sono presenti da anni sul territorio italiano musei e rappresentazioni dedicate. Spesso e volentieri infatti durante le rievocazioni degli antichi mestieri sono presenti, in modo ironico e giocoso, anche le figuranti del lavoro più vecchio del mondo. Non è dunque nulla di nuovo e non c’è niente di cui scandalizzarsi o offendersi di fronte ad una rievocazione storica. Un modo simpatico di far conoscere ai visitatori la realtà che si celava dietro all’apparente splendore. Saranno presenti infatti documenti che raccontano la situazione vissuta realmente dalle donne. Quindi potete capire che niente e nulla era sottinteso, al fine di non mettere nessuno in alcun modo nell’occhio del ciclone.

Anche alla Rai ho detto e ripetuto come da intervista, presente anche in internet, che non c’erano nudità né oscenità, in quanto le teatranti sarebbero apparse in abiti degli anni ’30, nulla più. Se questa viene considerata induzione alla prostituzione o peggio, non  vedo alcun appiglio per certificare questa cosa. Rimango dell’idea che alla fine, domenica, (e sicuramente ci saranno molti giornalisti in ambito nazionale) tutti capiranno la grande cantonata intrapresa e rilascerò un’intervista che chiarisca una volta per tutte anche l’importanza di aver in qualche modo alzato il velo su tanta ipocrisia che circola a proposito delle case chiuse, ma soprattutto delle troppe donne sfruttate da questa piaga. Rimango a disposizione e invito tutti a venire a vedere la manifestazione, una manifestazione sobria ed elegante e per nulla lesiva dell’immagine della donna o del luogo.

Cordiali saluti

Il presidente

Giorgio Bughetto

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