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Treviso calcio, i tifosi abbandonano la squadra: "Scelta sofferta"

Il comunicato della Curva sud "Di Maio", preoccupati dell'ennesimo cambio di proprietà: «È una questione di dignità personale, di rispetto per noi e per la nostra storia pluricentenaria»

Il passaggio, molto discusso, dell'ACD Treviso a presidente Stefano Realini ha nuovamente scosso l'ambiente del tifo biancoceleste. La nuova società, subentrata alla gestione di Luca Visentin, ha riferito di aver pagato i rimborsi spesa arretrati ai giocatori e annunciato interventi sul mercato e allo stadio Tenni. A metà dicembre si svolgerà un primo incontro con Ca' Sugana. Intanto, come detto, i tifosi hanno annunciato il loro disimpegno.

«Dicono che al peggio non ci sia mai fine -spiegano in un comunicato i tifosi della curva sud "Fabio Di Maio"- e vorremo tanto non fosse vero. Passati nemmeno due anni da una situazione tanto indegna quanto assurda, ci ritroviamo nuovamente di fronte ad una scelta obbligata. Visentin che doveva essere l’artefice della rinascita del Treviso, si è rivelato simile ai suoi predecessori, riuscendo a creare solo una squadra mediocre e lasciando una società allo sfascio in mano a personaggi discutibili. Ci chiediamo che fine abbia fatto il suo progetto, ci chiediamo quanto pesi il valore suo e delle sue parole e a tutto ciò diamo una facile risposta: l’amore per il Treviso e la serietà sono ben altro. Per parlare dell’attuale società invece, occorrerebbe spiegare i benefici derivanti dai paradisi fiscali, le losche opportunità che si creano con delle “società vuote”, indirizzi fittizi e prestanomi vari. A dimostrazione di un quadro tale basta guardare i soggetti in questione: tutta gente che non merita nemmeno di essere citata, ma con dei curricula che parlano da soli. Detto tutto ciò quindi siamo costretti a prendere una decisone giusta quanto sofferta: fino a quando non ci sarà un cambiamento tangibile, un progetto serio e chiaro non seguiremo più in nessun modo la squadra. Per anni abbiamo girato campetti di provincia, abbiamo subito umiliazioni, ci siamo trovati costretti a intercedere con sindaci, assessori e presidenti. Ora basta, vogliamo un progetto sano, che ci permetta di fare unicamente i tifosi, con una prospettiva futura e concreta. Abbiamo dimostrato anche fin troppo attaccamento e non crediamo quindi di dover accettare giudizi da nessuno, tantomeno da giocatori presuntuosi e dirigenti incapaci. È una questione di dignità personale, di rispetto per noi e per la nostra storia pluricentenaria. Augurandoci che in un futuro prossimo possa nascere qualcosa di buono, contiamo sul fatto che istituzioni e imprenditori si adoperino realmente per il bene del Treviso, riuscendo finalmente a toglierci da queste categorie. Invitiamo tutti quindi a non dar seguito a questa penosa realtà, ma allo stesso tempo a portare avanti quei valori di appartenenza ed aggregazione che ci hanno contraddistinto sempre ed ovunque. Sia chiaro che questa decisione non vuole essere un invito a mollare, ma un incentivo a fare quadrato come gruppo, per tornare ad essere protagonisti dove ci compete. Sperando davvero che quanto prima cambino i giocatori, il presidente e l’allenator... il Treviso resterà per sempre nel nostro cuor».

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