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Ca' Foncello, premiato il centro donatori midollo osseo

Riconoscimento del Registro nazionale per aver gestito il maggior numero di donazioni per l’estero. Nel 2022 hanno donato cellule staminali emopoietiche 14 persone, di cui 6 a favore di pazienti stranieri (circa il 43%)

Il Centro donatori midollo osseo di Treviso, afferente all’Unità operativa Medicina trasfusionale a valenza provinciale, diretta dalla dottoressa Arianna Veronesi, ha ricevuto dal Registro nazionale donatori midollo osseo il diploma come "Centro donatori che ha gestito il maggior numero di donazioni per l'estero nel 2022". Il Centro fa parte della rete nazionale per donazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche (Cse) da non familiare con responsabilità di iscrizione dei donatori volontari ed esecuzione delle indagini genetiche sugli stessi per valutare la compatibilità con i pazienti in attesa di trapianto. Nel 2022 hanno donato cellule staminali emopoietiche 14 persone, di cui 6 a favore di altrettanti pazienti esteri (circa il 43%). Dal 2016 al 2022, inoltre, il Centro di Treviso ha gestito un numero significativamente crescente di nuovi donatori iscritti passando da 400 a 1047.

Foto Diploma Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo a TV01

I commenti

«Il riconoscimento - spiega la dottoressa Arianna Veronesi - fa seguito agli ottimi risultati di attività trapiantologica del laboratorio che utilizza metodiche all'avanguardia come la Next Generation Sequencing per tipizzazione del corredo genetico del donatore.  Gli "indicatori di performance" confermando i brillanti risultati, rappresentano il "biglietto da visita" del nostro Centro donatori ai centri trapianto esteri poiché danno l'indicazione del livello qualitativo delle prestazioni erogate. Il profilo degli indicatori comprende, tra gli altri, il tempo di esecuzione delle indagini genetiche di compatibilità e la percentuale di donatori disponibili alla donazione. Il fattore tempo intercorso tra l'avvio della ricerca del donatore compatibile e l'esecuzione del trapianto infatti è cruciale per la sopravvivenza del paziente».

«Alla dottoressa Veronesi e alla sua équipe va il mio più sentito ringraziamento per l’attività svolta, che ci è valsa un importante riconoscimento a livello nazionale di cui siamo particolarmente orgogliosi» conclude il direttore generale, Francesco Benazzi.

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