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Centro della Famiglia: i genitori vanno supportati nel loro ruolo educativo

Don Francesco Pesce: «Crediamo nella prevenzione, che noi chiamo formazione». Veronica Gallo psicoterapeuta del Consultorio Familiare: «È una generazione di giovani diversa da tutte le altre»

«La lente sulla famiglia posta dagli episodi di cronaca di questi giorni non deve diventare occasione per colpevolizzare le famiglie, ma un appello a sostenerle nel loro ruolo educativo, lungo tutto l’arco di vita familiare». Don Francesco Pesce, presidente del Centro della Famiglia di Treviso, in seguito al dibattito di questi giorni, riporta l’attenzione sull’importanza dell’educazione dei ragazzi, della formazione dei genitori e delle relazioni.

«Siamo convinti dell’importanza della prevenzione, a cui noi diamo il nome di formazione. Famiglie più solide e stabili sono un bene per i rapporti sociali. Ma è fondamentale ricordare che non ci si improvvisa educatori quando i figli sono adolescenti, né è possibile rinviare la questione al futuro. Molte sono le agenzie educative al giorno d’oggi: la scuola, lo sport, le parrocchie... Tutte queste mettono però in luce due limiti fondamentali – sottolinea il presidente del centro della Famiglia di Treviso –: spesso vengono erroneamente pensate in alternativa alla famiglia e ognuno di questi “mondi” va per conto suo, pensandosi come se fosse l’unico riferimento per un ragazzo o ragazza, volendo assorbire tutto il suo tempo. Da sempre siamo al fianco delle famiglie, sia come Centro della Famiglia che con i servizi del Consultorio Familiare, per sostenerle e accompagnarle durante il loro percorso di crescita» conclude don Francesco Pesce.

Veronica Gallo

«Ci troviamo di fronte a una generazione di giovani completamente diversa da quella di un tempo, anche di un passato recentissimo, che vive spazi e tempi nuovi e lontani da quelli dei propri genitori, che si ritrovano nell’incapacità di comprendere le dinamiche che li guidano –commenta Veronica Gallo, psicologa e psicoterapeuta del Consultorio del Centro della Famiglia –. La frenesia dei tempi attuali e il mondo dei social non fanno che acuire la distanza tra genitori e figli, che ormai abitano luoghi virtuali a cui gli adulti non hanno accesso e che diventano sconosciuti e irraggiungibili. Varrebbe poi la pena chiedersi da cosa nascono queste manifestazioni di rabbia da parte dei ragazzi. Forse la vita non li sta fornendo e attrezzando di ciò che a loro serve davvero».

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