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Venerdì, 20 Maggio 2022
Attualità

Vendrame e Dal Prà eletti all’assemblea generale della Cgil

Il segretario generale della Camera del Lavoro di Treviso: «Serve un confronto con il Governo per dare risposte al mondo del lavoro. Troppi i giovani trevigiani che se ne vanno dalla Marca perché non trovano condizioni adeguate»

Giacomo Vendrame, segretario generale della CGIL, e Gino Dal Prà dello SPI CGIL: sono due i nomi trevigiani della nuova assemblea generale della CGIL nazionale che, eletta la scorsa settimana, ha votato il nuovo leader della confederazione, Maurizio Landini, e la sua segreteria. L’organo nazionale, che conta in totale 302 componenti, resterà in carica per i prossimi 4 anni.

Tutta l’Organizzazione si è ritrovata unita sia attorno a un nome per la segreteria generale sia sul percorso da intraprendere dal breve al lungo periodo in merito al confronto con il Governo, alle necessità del nostro Paese, ai bisogni del mondo del lavoro, dei giovani e degli anziani. E Giacomo Vendrame, segretario generale della CGIL di Treviso, fa eco alle prime dichiarazioni di Landini. «Davvero vogliamo continuare a raccontarci come massimo e unico problema l’invasione non certificata dei migranti piuttosto che pensare a come fermare l’esodo sempre più massiccio dei giovani che decidono di provare a costruirsi un presente e un futuro dignitosi all’estero, perché qui non ci sono prospettive? Anche nella nostra provincia il vero nodo, in particolare per i giovani, sta in condizioni di lavoro troppo spesso insoddisfacenti dal punto di vista della crescita professionale (ascensore sociale arrestato) e della stabilità contrattuale ed economica, elementi indispensabili per avere una vita serena (casa, tempi di vita e di lavoro) e magari farsi una famiglia (tasso di natalità negativo). Invece di interviene sul lavoro povero e più in generale sul lavoro (sistema degli appalti, partite iva, CCNL non rinnovati, assunzioni nelle PA bloccate, futuro problema delle basse contribuzioni previdenziali), il Governo gialloverde pensa bene di impegnare risorse nel reddito di cittadinanza, un provvedimento che anche se dovesse portare i frutti sperati in termini di consumi interni non darà nessuna risposta a chi il futuro deve costruirselo, qui».

Lo stesso Governo che ha disertato il congresso della prima organizzazione sindacale del Paese e che ora dovrà fare i conti con la grande mobilitazione dei Sindacati e la manifestazione unitaria con Cisl e Uil in programma per il 9 febbraio a Roma.

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