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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Poste, entro il 2024 spazi per il co-working a Treviso e Conegliano

In piazza Vittoria sarà rivalorizzata l'area della sede centrale su via Bressa, oggi inutilizzata: si parte con i primi 200 mq a prezzi calmierati. Se la richiesta aumenterà saranno valorizzati anche i piani superiori dello stabile. Nella città del Cima saranno in tutto 700 i mq di spazi che saranno messi in locazione a chi cerca un luogo in cui lavorare fuori da casa

Un'ala oggi inutilizzata del palazzo delle poste centrali di Treviso, in piazza Vittoria, sarà completamente dedicata al co-working e dunque utilizzabile per i lavoratori che desiderano poter lavorare lontani dalle mura domestiche o che semplicemente necessitano di un appoggio temporaneo per lo smart working. E' in questo modo che Poste Italiane andrà a valorizzare l'ex sportello che si affacciava lungo via Bressa, mettendo a disposizione dei cittadini questa importante opportunità, ad un prezzo calmierato e sicuramente tra i più bassi del mercato. Le richieste, vista la scarsità di aree simili nel centro storico, non mancheranno di certo. I lavori partiranno nel corso dell'anno e termineranno entro il 2024 quando lo spazio sarà finalmente disponibile: si tratta di circa 200 metri quadrati che saranno attrezzati con scrivanie e sale riunioni. Se l'esperimento funzionerà saranno sistemati e adibiti a co-working anche i tre piani immediatamente superiori di uffici, oggi inutilizzati. La medesima operazione sarà eseguita anche a Conegliano, nella sede delle poste centrali di via Cadore: qui lo spazio che sarà adibito a co-working sarà inizialmente di 300 metri quadrati ma potrebbe salire fino a 700 mq in base alle richieste che giungeranno.

«Questi spazi potranno essere utilizzati sia da studenti che da aziende, potranno fare riunioni di lavoro e avranno la possibilità di affittare per periodi brevi o lunghi, a seconda della lorro necessità, questi spazi per l'attività lavorativa - ha spiegato Marco Sensi, responsabile area immobiliare a Nord-est di Poste -. Si stanno valutando i valori da esporre ma comunque abbiamo fatto un'ampia indagine sul mercato e Poste Italiane sarà ampiamente competitiva sulla fascia più bassa dei valori attuali. Qui nel palazzo di Treviso partiremo per la fine del 2023 e gli spazi saranno disponibili nel 2024. Il numero di postazioni non è ancora ben definito: partiamo da uno spazio di circa 200 metri quadrati per poi sviluppare questo progetto anche ai piani superiori del palazzo che saranno collegati al pianterreno. Ciò dipenderà dal successo che questo progetto avrà nel tempo».

«Coloro che hanno la necessità di fare smart working e sono a Treviso e non hanno uno spazio adeguato, sicuramente avranno la possibilità di affittare questi spazi - sottolinea Sensi - e poter svolgere la propria attività lavorativa in maniera adeguata negli spazi di Poste Italiane». In futuro nella zona arriverà lo studentato universitario. E' possibile in futuro che parte di questi spazi possano diventare aule-studio? «Possono esserci accordi sia con le aziende che le università» replica il responsabile area immobiliare a Nord-est di Poste «per riservare degli spazi all'interno del nostro co-working ma sono accordi commerciali successivi, quando l'intervento sarà realizzato». Di questi co-working ne nasceranno 250 in tutta Italia: oltre a Treviso anche a Conegliano sarà realizzato uno spazio del tutto simile nel palazzo di via Cadore che ospita le poste centrali (gli uffici PT Business attualmente vuoti). «Andremo ad occupare inizialmente 300 metri quadrati - chiude Sensi - e in una fase successiva questo spazio si estenderà a 700 metri quadrati. Dipenderà dal riscontro che avremo in base alle richieste di occupazione degli spazi».

«E' una nuova politica che apprezzo molto di Poste Italiane che forse dovremmo un pò tutti quanti adottare nel rivedere gli spazi pubblici a disposizione - conclude il sindaco di Treviso, Mario Conte - si da il via a questo nuovo ciclo di messa a disposizione degli spazi, nel caso specifico il co-working, con degli spazi da affittare per questa nuova modalità operativa e di lavoro e credo sia davvero una bella soluzione. Spero che anche gli altri enti possano fare un'analisi e una rendicontazione di quelli che sono gli spazi a disposizione per metterli a disposizione della comunità. L'obiettivo è riempire i contenitori e non lasciarli vuoti».

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