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Un padiglione per la terapia intensiva

Un padiglione per la terapia intensiva

Coronavirus: App obbligatoria per tracciare gli spostamenti

Altre sei vittime, i casi attualmente positivi a Covid-19 in provincia di Treviso sono 1.387 mentre 2.285 i trevigiani in quarantena volontaria. I ricoverati in terapia intensiva restano 25

Luci e ombre nell'ultimo bollettino emesso da Azienda Zero sull'emergenza Coronavirus. Scendono i contagiati, attualmente 1.387, ma aumentano ancora i decessi che sono saliti a quota 208. Sei le vittime registrate nelle ultime ore: 3 al Ca' Foncello di Treviso, 1 all'ospedale di Oderzo, 1 a Vittorio Veneto e un altro paziente non ospedalizzato, un'anziana. Tutti avevano tra i 70 e i 95 anni. Stabile il numero dei ricoverati in terapia intensive, ancora 25: 11 a Treviso, 7 a Oderzo, 4 a Vittorio Veneto, 2 a Montebelluna e 1 a Conegliano. Quaranta le persone che sono guarite e risultano ora non più positive a Covid-19. In quarantena volontaria domiciliare ci sono attualmente, in provincia di Treviso, ben 2.285 persone.

«Non siamo degli irresponsabili ma diciamo che l'apertura più che una "fase 2" e' la fase di convivenza con il virus che e' esattamente quello che hanno fatto tutte le comunita' che ci sono passate prima di noi». Cosi' il governatore del Veneto Luca Zaia parlando nel corso del consueto punto stampa. «Qualcuno dice che si potrebbe attendere ancora un po' per la riapertura - ha tenuto a sottolineare - ma non e' che se attendiamo una settimana, due o tre, o più il virus se ne va. Questa e' la fase di convivenza con tutti i rischi che ha una fase di convivenza. In sintesi si potrebbe dire: continuiamo a tenere la guardia alta, e lo slogan potrebbe essere attenti che la morte e' dietro l'angolo, per questo bisognerà  continuare a rispettare le regole, e prima di tutto l'uso della mascherina».

«Che non passi l'idea che mettiamo a rischio la salute per il 'dio denaro', se la comunita' scientifica dice che non si può aprire non si apre -continua Zaia- poi ognuno si prenderà' le proprie responsabilita'. Una forma di equilibrio però  dobbiamo trovarla. Ma dico anche: se e' vero che la deadline e' il 21 maggio secondo l'Oms allora perché qui in Veneto almeno il 40% delle aziende sono state aperte? Se e' lockdown allora non si capisce perché e' stata autorizzata l'apertura».

«Abbiamo messo le basi per farci in casa una App per rintracciare i movimenti -aggiunge il governatore- ma se ce ne ed è ben strutturata a livello nazionale, che sia semplice ed eventualmente ricalibrabile a livello regionale, va bene, anche per motivi di privacy. Secondo me per chi ha un telefonino dovrebbe essere obbligatoria e non su base volontaria, perché per funzionare ci deve essere almeno il 60% della popolazione che la utilizza».

«In Veneto sono stati realizzati 260.810 tamponi, non abbiamo più arretro, e a questi si aggiungono i test rapidi I casi positivi oggi sono 16.192, e sono 192 più di ieri. Su questo tema dei positivi, su cui si è innescato un dibattito, in cui sembra quasi che il Veneto, piuttosto che la Lombardia o l'Emilia Romagna siano gli untori, e bisogna quindi 'chiudere le frontiere', dico che bisogna vedere il dato ufficiale, secondo cui la Campania, che ha lo stesso numero di abitanti del Veneto, ha effettuato un quinto dei tamponi del Veneto, ma ha più di un quinto di positivi, rispetto al Veneto». Così il governatore del Veneto replica se pur indirettamente al collega De Luca. «Ciò dimostra che è difficile paragonare realtà tra di loro se non hanno fatto con lo stesso numero di abitanti lo stesso numero di tamponi: perché il contagiato lo trovi se lo vai a cercare. "Io dico semplicemente che una realtà come il Veneto che ha fatto 260 mila tamponi non la puoi paragone con una realtà come la Campania che ne ha fatti 48 mila come compare dai dati ufficiali della tabella pubblicata dalla protezione Civile».

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