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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Pluto gang, l'ira di Conte: «Treviso non è la città in cui girare video da gangster»

Il sindaco di Treviso torna ad attaccare i giovani che hanno girato un videoclip utilizzando delle pistole fine. La Digos ha consegnato alla Procura di Treviso una segnalazione. Il gruppo musicale rischierebbe solo una multa salata per non aver avvertito la Questura delle riprese in città

E' stata consegnata alla Procura di Treviso la relazione della Digos della Questura di Treviso relativo al caso della "Pluto gang", il gruppo musicale trap protagonista del videoclip "Kush", girato nel centro storico di Treviso e con l'utilizzo di alcune pistole finte (che sono state consegnate e sequestrate). Dopo la diffusione della notizia da parte di Trevisotoday e le conseguenti polemiche che ne sono derivate, i giovani, tutti ragazzi di colore residenti nei Comuni contermini a Treviso, sono stati sentiti e identificati dagli investigatori. A loro carico ci sarebbe per ora una semplice violazione al testo unico di pubblica sicurezza per non aver allertato la Questura delle riprese del video musicale, con l'utilizzo delle armi finte. Intanto il video Kush sfiora le 10mila visualizzazioni.

Intanto il sindaco di Treviso, Mario Conte, torna all'attacco dei giovani trapper: «Dispiace che i ragazzi che hanno girato il videoclip musicale trap senza autorizzazioni, senza mascherine, violando alcune norme del codice della strada, con una pistola (seppure giocattolo, ma senza il tappino rosso) e inneggiando all'utilizzo di droga e all'illegalità -scrive il primo cittadino sulla sua pagina Facebook- ora la buttino sul razzismo fra giornali e trasmissioni radiofoniche. Il razzismo non deve essere usato come difesa dopo aver messo in fila una serie di cavolate. L'ho già detto mille volte: non importa il genere musicale ma i contenuti. Treviso, molto semplicemente, non è la città in cui girare video da gangster, bianchi, neri, gialli, verdi che siano i protagonisti».

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