Tregua pasquale finita: aumentano i contagiati (+49), ancora dieci decessi

Cinque vittime ricoverate a Treviso e una negli ospedali di Oderzo, Vittorio Veneto e Montebelluna, e un anziano nella casa di riposo di Vedelago. I morti salgono a 171. In terapia intensiva 37 pazienti, 218 in tutto il Veneto

L'interno del Ca' Foncello

Dopo la tregua pasquale, con nessun caso di positività a Covid-19 nelle giornate di domenica e lunedì, il contagio torna ad aumentare: 49 i nuovi casi registrati (che sono attualmente 1.435), il numero più alto tra le province venete (attualmente sono 10.741 in tutta la regione). Aumenta anche il numero dei decessi che raggiunge quota 171: dieci nuove vittime, cinque a Treviso e uno rispettivamente negli ospedali di Oderzo, Montebelluna, Castelfranco e Vittorio Veneto. Si tratta di otto uomini, tra i 76 e gli 80 anni, tutti con gravi patologie pregresse, e una donna. A questi si aggiunge un anziano mancato presso il nucleo Covid (ex geriatria del Ca' Foncello di Treviso) che si trova presso un'ala della struttura Civitas Vitae di Vedelago.

Scende lievemente il numero dei ricoverati in terapia intensiva, 37 nella Marca (218 in tutta la Regione), così suddivisi: 14 a Treviso, 7 a Oderzo, 7 a Montebelluna, 5 a Conegliano, 4 a Vittorio Veneto. Scende anche il numero dei ricoverati in area non critica: sono 48 al Ca' Foncello di Treviso, 67 a Vittorio Veneto, 47 al San Camillo di Treviso, 13 a Montebelluna, 7 a Castelfranco, 7 a Oderzo.

«Nessun allentamento, l'ordinanza che ho firmato ieri riprende quanto prescritto dal Dpcm, anzi è più restrittiva: in Veneto si devono usare le mascherine ed i guanti sempre quando un cittadino esce di casa". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi, martedì, nel corso del punto stampa. «Ho eliminato la distanza dei duecento metri per la passeggiata fuori casa come prevede appunto il Dpcm  in cui si parla di vicinanza e di prossimità rispetto alla propria abitazione- ha tenuto a spiegare Zaia- in ogni caso dato che ieri mi sono arrivate segnalazioni di infrazioni, attendo 24 ore, e poi sono pronto a rimettere la misura dei 200 metri: il mio è stato un atto di fiducia nei confronti dei cittadini». «Vorrei ribadire che non si può abbassare la guardia, e quindi nessuna gita in spiaggia o in montagna, si resta nel comune di residenza e si esce di casa per le passeggiate solo nei pressi dell'abitazione. E i picnic si fanno solo nel giardino di casa e con la famiglia e senza amici o altri parenti». E sul fronte delle misure decise dall'ordinanza di ieri, il presidente del Veneto ha spiegato che «a differenza del Dpcm in Veneto librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini sono aperti solo per due giorni la settimana».

«Ho parlato di 'lockdown soft', certo, perchè il lockdown vero e proprio non esiste più da tempo: la 'fase 2' piaccia o non piaccia è già iniziata, lo testimoniano le strade che  non sono vuote e ci sono sempre più auto che viaggiano e dal 30 al  60% delle aziende sono aperte e lavorano, o perché previsto dal codice Ateco e per la regola del 'silenzio-assenso' e la deroga da parte delle Prefetture». Così il presidente del veneto, Luca Zaia ha voluto  rispondere alle polemiche nate dalla sua affermazione sul fatto che il lockdown non esiste più. E ancora Zaia ha tenuto a spiegare: «In base alle misure previste oggi, una persona si può mettere in auto e andare prima al supermercato, poi in farmacia, quindi in libreria, in  cartoleria e passare così una giornata fuori casa, ciò significa,  ribadisco, che il lockdown non c'è più e la fase due è già iniziata di fatto».

«Il bollettino con i dati del Veneto  per il decimo giorno è positivo, la curva ha preso una direzione  precisa, per il decimo giorno consecutivo i pazienti guariti e dimessi superano i ricoverati: il che non vuol dire che possiamo abbassare la  guardia. I cittadini devono sapere che il virus può tornare e che  abbiamo già avuto 906 morti in totale e 800 solo negli ospedali». Sottolinea il governatore del Veneto che ha poi precisato: «i dati positivi ci dicono anche la mortalità in Veneto è del 15,7% sui casi totali, la metà di quella della media nazionale. Ma non c'è dubbio  che in autunno il virus potrà tornare e quindi dobbiamo essere  pronti».

«Come abbiamo fatto una chiusura  graduale iniziando con Vo e i 10 comuni del lodigiano -chiude Zaia- ora dobbiamo  riaprire con gradualità allo stesso modo. Non possiamo aspettare di  riaprire fino a quando l'ultimo contagiato sarà negativo. Il nostro modello parla di contagi residuali anche a luglio, quindi? cosa  facciamo? Perderemmo per strada molte imprese cosi'»

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