Coronavirus: altre quattro vittime, in terapia intensiva 12 pazienti

I positivi a Covid-19 sono attualmente 1.105 (solo 4 in più rispetto a martedì) mentre i negativizzati 1.124. In isolamento domiciliare ancora 1.360 trevigiani. I decessi sono complessivamente 256

L'ingresso dell'ospedale Ca' Foncello

I numeri del bollettino emesso da Azienda Zero continua a certificare come il contagio da Covid-19 in provincia di Treviso stia continuando prograssivamente a scendere. I positivi al tampone sono attualmente 1.105 (+4 rispetto a martedì, 8.369 in tutto il Veneto) mentre i negativizzati sono complessivamente 1.124 dall'inizio dell'emergenza. Si sono registrati, nelle ultime ore, altri quattro morti (uno in ospedale a Vittorio Veneto, uno a Oderzo e due extra-ospedalieri) che sono saliti così complessivamente a 256 (1.452 in tutto il Veneto) Scende il numero dei ricoverati in terapia intensiva, scesi a 12 (in Veneto sono attualmente 114): 7 al Ca' Foncello di Treviso, 4 di Vittorio Veneto, 1 a Conegliano. In area non critica sono questi i numeri dei ricoverati: 54 a Vittorio Veneto, 26 al Ca' Foncello di Treviso, 14 al San Camillo di Treviso, 9 a Montebelluna, 8 a Motta di Livenza, 2 a Conegliano, 1 a Castelfranco.

«Ad oggi siamo arrivati a 337.997 tamponi fatti, oltre 9 mila in più da ieri. Ed abbiamo un piano di rafforzamento che partirà da fine estate per fare 30 mila tamponi al giorno e forse di più». Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa alla sede della Protezione Civile di Marghera.

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«Le ordinanze che ho firmato sono state un grande atto di responsabilità e anche di fiducia conoscendo il senso di responsabilità dei veneti, e siamo consapevoli che il virus non è sparito, ma dovremo conviverci, ma lo si può affrontare anche con la riapertura -continua Luca Zaia- E' per questo stiamo studiando un modello che ci dica qual è la soglia di ricoverati negli ospedali e nelle  terapia intensiva, raggiunta la quale si dovrà tornare a chiudere. L'importanza dell'uso della mascherina e degli altri dispositivi di protezione, guanti e gel. Solo così, mettendo in sicurezza tutti noi, potremo fare fronte  a questa situazione di convivenza con il virus, e non tornare alla chiusura di tutto».

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