"Ospedale di Montebelluna al collasso", l'Ulss 2 querela: «Accuse inaccettabili»

Il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, ha difeso l'operato di medici e infermieri dalla accuse lanciate da un giornale on line: «Dire che è mancata l'assistenza non è veritiero, è impossibile che possano mancare dispoositivi»

Il direttore generale Francesco Benazzi

L'Ulss 2 ha annunciato che presenterà querela nei confronti del giornale on line "Oggitreviso" per la pubblicazione di un articolo dal titolo "Covid: l’ospedale di Montebelluna è al collasso non si sa più dove mettere i malati". Lo ha annunciato lo stesso direttore generale, Francesco Benazzi, in una conferenza stampa trasmessa sulla pagina Facebook dell'azienda sanitaria trevigiana.

«Vogliamo rispondere a quel venticello della calunnia che ogni tanto circola e che vogliamo evitare che diventi una tempesta -ha dichiarato Benazzi- non c'è niente di peggio di alimentare delle situazioni che non sono veritiere perchè nell'immaginario collettivo poi richiano di diventare delle realtà».

«Dire che è mancata l'assistenza o che non ci sono i dispositivi non sono cose veritiere -continua Benazzi- abbiamo nei magazzini 3.840 camici idrorepellenti, 19.500 cuffie copricapo, 488mila guanti, 18.212 maschere ffp2, 28.900 maschere chirurgiche, 4940 calzari, 4.540 tute per alto rischio. Assurdo indicare che mancano i dispositivi».

«Noi non siamo certamente Bergamo»: ha spiegato il direttore generale. Dal 1° marzo a Castelfranco si sono verificati 18 decessi Covid mentre sono stati 17 a Montebelluna. Anche la situazione negli obitori, sia a Treviso che a Montebelluna non è grave come paventato e non c'è nessuna saturazione. Al Ca' Foncello alcune salme sono state sistemate in chiesetta ma questo per volontà dei famigliari di poter dare ai loro cari l'ultimo saluto (come definito da un apposito protocollo). A Montebelluna, dal 30 novembre, alcune salme (12 in tutto) sono state trasportate presso il cimitero comunale, per velocizzare le operazioni: in tutto sono stati 40 i decessi registrati nel mese di novembre (da tutto il territorio di Castellana e montebellunese).

«Noi riusciamo a garantire a tutte le persone che hanno richiesto aiuto -ancora Benazzi- per quanto riguarda il reparto di pneumologia, l'accusa di non riuscire a garantire l'assistenza è un'ignominia, una grande offesa al cuore e all'anima».

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