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Dalla Costa lascia la Procura: «Situazione ai limiti dell'emergenza»

Il Procuratore capo il 1° ottobre va in pensione dopo otto anni di lavoro nella Marca. «Il bilancio? Un mix di chiaro scuri. Su Veneto Banca hanno fatto in modo che mi autoescludessi dall'inchiesta»

Michele Dalla Costa lascia la Procura di Treviso dopo 8 anni

Un ufficio in «situazione di emergenza, in cui la scopertura della pianta organica è alta e mancano soprattutto le figure apicali». Questo lascia Michele Dalla Costa al prossimo capo della Procura trevigiana, lui che il prossimo 1 ottobre, allo scoccare del suo 70esimo compleanno, andrà in pensione. «Avrò più tempo da dedicare ai nipoti - scherza - e alla nuova cagnolina Lex».

Il bilancio di questi otto anni al vertice dei magistrati trevigiani è un mix di chiaro scuri. «Sicuramente - spiega - siamo arrivati a 8-9 mila notizie di reato affrontate ma si sarebbe potuto fare di più. Questo si la mia "lista della spesa", che peraltro il ministero mi aveva sollecitato a fare, non fosse rimasta inascoltata. I numeri? La pianta organica complessiva è scoperta al 40,48%, con punte del 63,5% per cento nell'ambito dei cancellieri, che dovrebbero essere 8 e invece sono 3. Sul fronte dei sostituti procuratori poi la situazione è particolarmente carente: sono 13 contando le sostituzioni ma 3 di loro (la pm Brunetti e i due colleghi Zampicinini e Caprarola) sono in congedo parentale. In più, a fine mese, se ne andrà anche Paolo Fietta, assegnato dalla Procura generale. Infine  due (Massimo De Bortoli e Gabriella Cama) sono stati assegnati al caso Veneto Banca, che vedrà la prima delle udienze preliminari in programma il 24 di ottobre. Sono scarsi inoltre i pubblici ministeri onorari, quelli cioè che si sobbarcano gran parte dei procedimenti davanti al giudice monocratico e al giudice di Pace». Le conseguenze secondo Dalla Costa sono chiare. «Si potrebbe fare di più ma servono risorse umane che non abbiamo. Due sono i filoni in cui si sente maggiormente questa vacanza di posti: i fascicoli per incendio colposo e quelli per reati contro la Pubblica Amministrazione».

Il concorso per il nuovo Procuratore è stato bandito soltanto a fino luglio e per la presentazione delle domande c'è tempo fino al 29 settembre. «Questo - prosegue Dalla Costa - vuol dire che la selezione si chiuderà soltanto due giorni prima la mia cessazione. Ci sarà un tempo piuttosto lungo di reggenza da parte del sostituto procuratore più anziano De Bortoli, che essendo stato trasferito il dirigente che si occupava della parte amministrativa dovrà necessariamente fare anche quello. Con l'assenza, lo ripeto, di un procuratore aggiunto, cosa che ho inutilmente chiesto per anni».

L'attuale Procuratore capo spende poche parole sul caso Veneto Banca, da cui,dice «sono stato messo nella condizione di estromettermi a seguito di un esposto e al termini di indagini per le quali sono stato dichiarato estraneo alla vicenda che mi veniva addebitata, presentato ancora da non so chi e perché, se non tagliarmi fuori dalle partita», mentre giudica positivamente la conclusioni dei processi su fatti di sangue «come il caso Papa, quello per l'omicidio Ojovanu accaduto a Villorba e il caso  Savciuc a Conegliano". "Anche sul Molinetto della Croda - aggiunge - è stato fatto un buon lavoro, quei morti non sono deceduti per nulla, spero che la Procura generale abbia fatto ricorso contro la sentenza in appello».

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