Didattica a distanza, com'è cambiata la vita di studenti e insegnanti

La scuola ai tempi del Coronavirus. Intervista al dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Andrea Palladio” di Treviso, Lara Modanese. Quali effetti e risultati sta portando?

La videoconferenza

Al tempo del Coronavirus la normale quotidianità ha subìto modifiche e stravolgimenti in ogni dimensione e prospettiva. Uno di questi effetti negativi è la sospensione delle attività didattiche. Proprio su questo aspetto vogliamo capire meglio cosa è cambiato nella vita degli studenti e dei docenti attraverso la nuova metodologia della didattica a distanza. Per comprenderla e calarla nella realtà quotidiana abbiamo chiesto al Dirigente Scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Andrea Palladio” di Treviso, Lara Modanese, di spiegare questa nuova didattica e quali effetti e risultati sta portando all’interno di un Istituto articolato in un corso diurno e in un corso serale, entrambi con due indirizzi – Costruzione, Ambiente e Territorio e Grafica e Comunicazione - dunque, con due tipologie di utenze differenti.

In cosa consiste la didattica a distanza?

«La legge 27/2020 a cui fa da gancio il Decreto Legge 8 aprile stabiliscono come la didattica a distanza sia ora riconosciuta come attività didattica. In precedenza abbiamo avuto la Nota 388 del 17 marzo nella quale si parla, tra le altre cose, dell’esigenza di evitare il carico cognitivo negli studenti. La scuola deve garantire   anche   la sicurezza e la privacy della persona. La didattica a distanza, purtroppo, non tiene conto dei generali sistemi percettivi e relazionali, quindi neuropsicologici dell’apprendimento. La DaD in videoconferenza è la spersonalizzazione della didattica con appiattimento quando gestita al monitor (che è bidimensionale). L’apprendimento ha bisogno della prossemica della relazione e delle situazioni con i loro spazi. Il Palladio cerca di portare avanti una Didattica della Vicinanza: i docenti cercano di restare quanto possibile in contatto con i ragazzi, creando un rapporto interpersonale, spesso empatico. La sola didattica a distanza non può essere la panacea di sostituzione alla didattica in presenza. Chi sostiene questo, evidentemente non conosce i sistemi di Human Information processing -, ovvero, la struttura del ragionamento umano».

L’istituto Palladio come si è organizzato verso la Didattica a Distanza?

«L’Istituto si è organizzato attraverso l’utilizzo dell’elemento amministrativo principale di questa DaD, ovvero il Registro Elettronico (nota 388/2020) per quanto attiene l’archivio delle varie attività proposte e le scadenze delle consegne per le verifiche. Abbiamo realizzato un’Agenda per evitare sovrapposizione delle video lezioni organizzate nelle piattaforme. Stiamo infine cercando di predisporre anche per il diurno – il corso serale già gode di una simile organizzazione -  unità didattiche per periodi organizzati in moduli di apprendimento al termine dei quali indichiamo il livello di prestazione raggiunto dallo studente. Inoltre, abbiamo ricevuto circa diecimila euro per l’acquisto di computer destinati a ragazzi con marcate difficoltà economiche, ne abbiamo acquistati quindici oltre ad aver consegnato anche altri sette pc in forza alla nostra dotazione».

Il corpo docente come ha risposto verso questa nuova modalità didattica calata all’improvviso?

«Il 90% dei docenti fin dall’inizio dell’emergenza ha risposto positivamente cercando di restare in qualche modo in contatto con la classe. Il restante 10% si è attivato dopo aver effettuato dei corsi di preparazione organizzati dal ministero e si è poi prontamente integrato. Già da fine marzo, tutto il corpo docente ha iniziato attività in didattica a distanza».

Quale la percentuale di risposta degli studenti verso la Didattica a Distanza?

«Al 17 marzo al diurno abbiamo verificato tramite sondaggio, che il 20% degli iscritti, circa duecento ragazzi, che non hanno risposto alla didattica a distanza. Credo ci sia stato un normale disorientamento iniziale per tutti. Ma in breve tempo, grazie anche ai contatti dei docenti, siamo riusciti a recuperare gran parte di questi studenti. Al momento, presentiamo una mancanza del 5% all’appello».

Premesso che al momento manca un riferimento normativo, come si prevede saranno gli esami di maturità?

«Le anticipazioni dicono che si prevede il colloquio in presenza. Ho incontrato una commissione sicurezza per stabilire misure per la partecipazione di ragazzi e commissari alle attività con tutte le misure di sicurezza. Abbiamo anche completato gli acquisti dei presìdi di sanificazione, stiamo pensando l’organizzazione dei banchi e la scelta dei locali idonei. Stiamo anche organizzando gli ingressi per evitare assembramenti in entrata e in uscita».

Palladio-3

Come detto, l’Istituto Palladio presenta anche un corso serale frequentato da un nutrito gruppo di iscritti ripartiti nei due indirizzi di GEC e CAT. Anche per questa tipologia di indirizzo la didattica a distanza è divenuta l’unica modalità di insegnamento. L’utenza del serale deve conciliare gli impegni di lavoro e di famiglia con la volontà di completare la propria formazione. La regolarità della partecipazione alle attività in presenza è sempre stata garanzia di successo anche grazie ai continui momenti di dialogo e confronto. «Nel nuovo scenario i docenti hanno pertanto rivisto le programmazioni didattiche privilegiando i contenuti che consentissero agli studenti una più attiva partecipazione. Sicuramente la recente esperienza non sarà vana – ha rimarcato il referente del corso serale, Claudio Florimo -  anzi, rappresenta una nuova sfida per i docenti ed un’ulteriore possibilità per gli studenti, anche in vista del prossimo anno scolastico».

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