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Allarme sfratti: «Treviso si è trasformata in una città gioiello che respinge chi è più povero»

L'associazione Caminantes sta supportando due famiglie finite per strada e costrette a vivere in albergo: dito puntato alle politiche che portano solo a costruire abitazioni di lusso e agli 89 alloggi popolari ancora da assegnare

«Nelle ultime settimane due famiglie sono finite in strada e stanno momentaneamente vivendo in albergo a spese proprie, dopo che i limitati fondi del Comune si sono esauriti. Sappiamo che altre centinaia di famiglie rischiano prossimamente di trovarsi nella stessa condizione. È inaudito come dei bambini, anche molto piccoli, anziché andare a scuola si trovino a vivere in macchina con gli altri membri della famiglia, senza sapere cosa sarà di loro il giorno seguente»: così i volontari dell'associazione Caminantes hanno messo l'accento, nel corso di un incontro con la stampa avvenuto di fronte alla sede dei servizi sociali del Comune di Treviso, sull'emergenza casa che attanaglia non solo Treviso ma tutta la provincia.

Una città sempre più votata alle case di lusso e sempre meno a chi non può permettersi certe cifre: questo in sintesi il pensiero di Caminantes. «Ecco cosa sta succedendo a Treviso» spiegano «Leggiamo questo come un attacco diretto dell'amministrazione cittadina contro chi è meno abbiente e non può permettersi di vivere la città come il nostro sindaco la vorrebbe: a misura medio borghese. Un attacco diretto al diritto all'abitare, al diritto alla formazione, alla salute fisica e mentale, al benessere sociale. Treviso si è trasformata in una città gioiello che etichetta e respinge chi è più povero, e i poveri sono sempre di più. A fronte dei cantieri di costruzione di case di lusso, senza contare quelle già realizzate, la spesa del comune per il diritto alla casa è una delle più basse fra i capoluoghi veneti: 5,50€ pro capite nel 2021, come si legge da una ricerca di OpenPolis». «È inaccettabile che nella provincia si continui a cementificare per costruire inutili supermercati e l'unica "rigenerazione" proposta sia quella volta alla costruzione di abitazioni di lusso» continuano «che solo in pochi possono permettersi, mentre decine di appartamenti Ater e comunali sono da anni chiusi, con liste d'attesa lunghe a dismisura. Basti vedere i risultati dell'ultima graduatoria con oltre 800 domande a fronte di un'ottantina di alloggi disponibili».

Gaia Righetto

Alloggi comunali chiusi o da rigenerare

«Eppure sappiamo che ci sono 89 alloggi comunali chiusi, che potrebbero essere rigenerati e dati a chi ne ha bisogno. Sommati agli alloggi Ater attualmente non utilizzati si andrebbe a soddisfare il fabbisogno quanto meno di chi è in emergenza abitativa. Poi bisognerebbe aprire un capitolo sulla condizione delle persone con un reddito medio, strozzate anch'esse dal caro affitti, caro bollette, e difficoltà a trovare un'abitazione decente» continuano i volontari «Alcune famiglie e persone singole si sono rivolte anche a noi, oltre che alla Caritas, dopo essersi rese conto che l'assistenza fornita dai servizi sociali propone soluzioni temporanee che non si occupano di creare un percorso completo, ma offrono solo un insufficiente primo step assistenziale. E spesso nemmeno quello. Sindaco Conte, assessora Tessarolo, delle belle parole (e anche di quelle cattive) non se ne fa nulla nessuno. Vogliamo vedere risposte concrete, vogliamo vedervi entrare nelle case di chi vive la spada di Damocle degli sfratti e impegnarvi direttamente per mediare con le proprietà, che sia Ater o che siano privati. Certo le politiche abitative in questo paese non esistono seriamente dagli anni 70, ma gli interlocutori diretti dei cittadini sono le amministrazioni comunali e siete voi responsabili delle condizioni di vita di chi si ritrova a occupare gli ultimi posti della feroce catena alimentare del nord est. Basta con le fandonie, qui c'è gente che sta male e voi non fate nulla! Anzi, ci sono dipendenti comunali e assessori che rifilano attacchi neanche troppo velatamente razzisti».

La famiglia finita per strada«L'emergenza casa si sta rivelando un problema sistemico» chiude Caminantes «chiediamo quindi che vengano stanziati immediatamente dei fondi atti all'accelerazione dei processi di inserimento nelle case popolari e che il comune e i servizi sociali si occupino a 360° delle persone in situazione di marginalità, prendendo in considerazione anche la questione della salute, fisica e mentale, e creando percorsi veri di reinserimento sociale. Per la famiglia di Abbes, per Maria, per Fabio, Fatima, Erika, Grace, Ermes, Fatoumata e tuttə lə altrə. Vogliamo case e le vogliamo ora».

Il Comune può investire di più, Ater chieda fondi straordinari alla Regione

Del caso si è occupata anche Coalizione civica per Treviso, con alcune considerazioni espresse da Luigi Calesso.

1. Il Comune può spendere di più per l’edilizia residenziale pubblica. Durante gli anni della prima amministrazione Conte la spesa del Comune per l’edilizia abitativa si è dimezzata, passando dai 4 milioni di euro del 2018 agli 1,8 milioni del 2022. Abbiamo verificato nei bilanci consuntivi del Comune di Treviso dal 2018 (ultimo anno con il bilancio varato dalla giunta di centrosinistra) al 2022 quale è stata la spesa sostenuta per il “Programma edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare” e abbiamo calcolato anche l’incidenza percentuale sulla spesa del comune. Abbiamo utilizzato, quindi, lo stesso criterio di analisi dei bilanci dei comuni che usa la Fondazione Openpolis, da sempre punto di riferimento a livello nazionale in questo ambito.

Il quadro che emerge è il seguente.

spesa per edilizia                    % spesa per edilizia residenziale                     totale spese

residenziale pubblica             pubblica sul totale spese                   da bilancio consuntivo

2018     4.000.730                                             4,18                                                       95.798.781

2019     2.936.356                                             3,29                                                        89.235.548

2020     2.470.827                                             2,34                                                      105.720.625

2021     2.038.542                                             1,95                                                     104.802.700

2022     1.857.844                                             1,74                                                     107.025.436

I quattro bilanci consuntivi approvati dall’amministrazione Conte hanno registrato una progressiva diminuzione del capitolo di spesa in questione che risulta più che dimezzato rispetto al 2018, scendendo nel 2021 e nel 2022 sotto i due milioni di euro dopo quasi dieci anni.

Per il 2023 è disponibile il bilancio di previsione che, per l’ambito in questione, prevede una ulteriore pesante riduzione di spesa, portandola a 1.267.751 €.

Va anche ricordato che tra il 2019 e il 2022 l’amministrazione comunale ha speso 35 milioni di euro (a cui si aggiungono gli 11 previsti per il 2023) per “viabilità e infrastrutture stradali” cioè circa il quadruplo di quello che ha destinato all’edilizia residenziale pubblica (9,3 milioni tra il 2019 e il 2022).

2. Treviso è in coda tra i capoluoghi veneti per le altre spese per il diritto alla casa. Nella voce di bilancio “interventi per il diritto alla casa” (è una voce specifica all’interno della più ampia missione di spesa dedicata ai diritti e alle politiche sociali) sono compresi gli aiuti alle famiglie per il pagamento di ipoteche o di interessi sulle case di proprietà e sono comprese anche le uscite legate all’assegnazione degli alloggi economici e popolari.

I risultati della ricerca di Openpolis (disponibili qui: https://www.openpolis.it/i-comuni-non-investono.../) ci restituiscono questo quadro per quanto riguarda i comuni capoluogo di provincia del Veneto (bilanci consuntivi 2021).            

                         spesa complessiva                             spesa pro capite

                        per il diritto alla casa                          per il diritto alla casa

Vicenza                       1.858.432,78 €                                     16,85 €

Padova                       2.889.046,17 €                                     13,98 €

Venezia                       2.750.737,29 €                                     10,92 €

Verona                        2.660.919,50 €                                     10,39 €

Rovigo                           329.119,80 €                                       6,36 €

Treviso                            464.340,38 €                                       5,50 €

Belluno                             83.126,73 €                                       2,35 €

E’ evidente, quindi, che la nostra amministrazione spende, in rapporto al numero degli abitanti, un terzo di quella di Verona e circa la metà di quelle di Venezia e Verona.

3. Comune e ATER chiedano fondi straordinari alla Regione per nuovi alloggi popolari. Va detto con chiarezza che il numero insufficiente di alloggi popolari non è figlio di un “destino cinico e baro” ma di precise scelte delle amministrazioni regionali che da decenni non investono a sufficienza in questo ambito.

La situazione è comune da anni a tutte le ATER del Veneto, costrette a vendere pezzi di patrimonio per ottenere i fondi necessari agli interventi di manutenzione straordinaria e recupero di altri appartamenti, costrette da una politica della Regione che non assegna all’edilizia residenziale pubblica i fondi necessari per mantenere e ampliare l’offerta di alloggi, nonostante le migliaia di richieste a cui le graduatorie di assegnazione, anno dopo anno, non sono in grado di dare risposta.

Non solo, le ATER – sempre a causa della mancanza di fondi – non sono in grado neppure di garantire in modo costante le manutenzioni ordinarie e straordinarie degli alloggi di loro proprietà (manutenzioni spesso necessarie per garantire la sicurezza degli edifici), come dimostrano le giustificate proteste che periodicamente arrivano dagli inquilini, da Treviso come da Castelfranco Veneto. Ed è difficile trovare i fondi anche per garantire piena accessibilità agli alloggi popolari a tutti, in particolare i disabili.

Per affrontare organicamente il problema della carenza di alloggi pubblici è necessario che amministrazione comunale e ATER facciano pressione sulla Giunta Regionale perché assuma la questione del diritto alla casa come elemento centrale delle proprie politiche e che traduca, fin dal prossimo bilancio, questa priorità in adeguati stanziamenti di fondi. Solo per fare un esempio: quanti alloggi pubblici si possono ristrutturare con i 124 milioni di euro destinati alla realizzazione della nuova pista di bob a Cortina?

Il volantino di Coalizione civica per Treviso

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