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Venerdì, 23 Febbraio 2024

Ex discarica di via Orsenigo: «Dal parco fotovoltaico energia per scuole e case di riposo»

A inizio dicembre partiranno i lavori per recuperare l'area di 96mila metri quadrati: oltre all'impianto da un Megawatt sarà realizzato un bosco di 25mila metri quadrati. L'acqua piovana sarà trattenuta da undici bacini di laminazione e depurata prima di essere rimessa in falda. Attraverso 15 pozzi sarà eseguito un monitoraggio costante del livello di inquinanti nell'acqua. Conte: «Il più grande intervento ambientale mai realizzato a Treviso»

Un’area di 96mila metri quadrati (pari a 13 campi da calcio), quella dell'ex discarica di via Orsenigo, a Santa Bona, tornerà alla città. Oggi, 3 agosto, è stato presentato il progetto definitivo di recupero e a dicembre i lavori potranno finalmente partire. L'area, destinata a diventare un nuovo bosco urbano e un impianto fotovoltaico capace da un Megawatt, è stata inserita nel Piano regionale delle Bonifiche della Regione Veneto: rientra infatti fra i siti inquinati per la presenza di discariche di rifiuti urbani. La fine dell’attività della discarica di via Orsenigo risale al 1980. Il contesto ha poi subito negli anni una serie di interventi, a partire dalla copertura con terreni fini limoso-argillosi, avvenuta fra il 2005 e il 2012. A partire dal 2010 è iniziata poi una serie di analisi e monitoraggi della falda e del biogas, che hanno preceduto l’accordo fra Ca’ Sugana e Consiglio di Bacino Priula per la messa in sicurezza e la gestione della discarica, avvenuta nel 2019 per la bonifica del terreno e la riqualificazione. «Quello di via Orsenigo è il più importante intervento ambientale mai realizzato a Treviso» ha spiegato il sindaco di Treviso Mario Conte. «Un’area particolarmente ampia dove sorgerà un bosco urbano e un impianto fotovoltaico: un intervento che segue il doppio binario della sostenibilità energetica e ambientale. Ma soprattutto, verrà restituito alla comunità e al quartiere di Santa Bona quello che per anni è stato un vero e proprio buco nero».

L’intervento

I lavori (che inizieranno entro novembre 2022) prevedono la sistemazione della copertura attraverso la regolazione della superficie dell'intera area per ridurre l'infiltrazione delle acque meteoriche. Si darà alla superficie dell'ex discarica una pendenza di circa tre metri affinché l'acqua possa defluire verso le estremità in un apposito canale.  Per quanto riguarda la gestione del verde, nell'area verrà seminata erba e messi a dimora piante e cespugli di vario tipo fino a coprire una superficie pari a 25mila metri quadrati (2 ettari e mezzo).

Fondamentale sarà anche la costruzione del nuovo impianto di trattamento delle acque su due linee differenti: la prima riguarderà la purificazione delle acque di falda, attraverso la costruzione di un sistema di pozzi, tubazioni e un impianto di trattamento: l'acqua verrà depurata in loco e reintrodotta poi in falda tramite altri pozzi per la re-immissione. La seconda riguarda la gestione delle acque meteoriche (piovane): verranno realizzati 11 bacini di raccolta scoperti (vasche di laminazione) con una capacità massima complessiva di 10mila metri cubi, per poter gestire anche eventi meteorici estremi. L'acqua piovana, purificata in un apposito impianto di trattamento, verrà infine reimmessa sul terreno.

Impianto fotovoltaico

Nell’area verrà infine seminata l’erba e livellato il terreno così da renderlo pianeggiante per la futura installazione dell'impianto fotovoltaico da 1 megawatt per evitare l’emissione di ben 500 tonnellate di CO2 l’anno. Per la riqualificazione dell’area il Comune di Treviso ha ottenuto un finanziamento regionale di circa 4,3 milioni. «Il parco fotovoltaico potrebbe produrre elettricità per dieci plessi scolastici o per le case di riposo e in questo modo si sgraverebbe sulla retta. L'impatto della comunità energetica sarebbe importantissimo»: ha sottolineato Conte.

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«Quello di Treviso è un esempio virtuoso», afferma l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin. «Da un cadavere eccellente come l’ex discarica di via Orsenigo si è arrivati ad un’opportunità dal punto di vista ambientale. A livello regionale abbiamo censito i siti inquinati, che sono 2891, e avviato bandi per andare a risanare le varie aree, pubbliche e private. Il Comune di Treviso ha avuto la capacità e la visione di intervenire con un progetto che può diventare un modello».

«Grazie alla successiva realizzazione dell’impianto fotovoltaico», afferma l’assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Treviso, Alessandro Manera. «Verrà costituita una comunità energetica attraverso la quale sarà possibile fornire energia pulita a edifici pubblici. Un’opera particolarmente importante che ha pochi precedenti a livello nazionale per la complessità di progettazione e benefici per collettività e la salute pubblica».

«Per Contarina questo progetto costituisce un’opportunità per sperimentare nuove tecnologie per la bonifica, in particolare per la purificazione delle acque, con un modello che verrà poi applicato anche in altri siti», spiega il consigliere di Contarina Franco Zanata.

«Il Consiglio di Bacino Priula, attraverso l’azienda di proprietà dei Comuni Contarina, si occupa da tempo della bonifica e della riqualificazione delle discariche post-mortem», sottolinea il Presidente del Consiglio di Bacino Priula Giuliano Pavanetto. «Si tratta di un tema molto rilevante dal punto di vista della tutela del territorio e per questo l’intervento presso la discarica di via Orsenigo è inserito in un più ampio progetto: ci sono infatti altri sei siti di cui ci stiamo occupando per interventi importanti, di cui presto daremo notizia. L’affidamento dei lavori a Contarina assicurerà, grazie all’esperienza maturata dall’azienda negli anni, una realizzazione ottimale delle opere tale da consentire la riqualificazione dell’ex discarica, contenendone l’impatto ambientale».

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