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Fism chiede ai Sindaci di aumentare i contributi per evitare altre chiusure

L’assemblea della federazione trevigiana delle scuole materne paritarie approva il protocollo di sostenibilità

La Fism trevigiana approva un Protocollo di sostenibilità, condiviso con le diocesi di Treviso e Vittorio Veneto, per monitore lo stato di salute delle scuole dell’infanzia paritarie. Il via libera è avvenuto nel corso della recente Assemblea convocata dalla presidente Simonetta Rubinato anche per l’approvazione del bilancio (chiuso in utile per circa 3 mila euro) e della riforma dello Statuto per avere il riconoscimento della personalità giudica dalla Regione. 

«Il protocollo di sostenibilità – precisa la presidente – è uno strumento di cui la Fism si è dotata per affrontare con consapevolezza e discernimento la situazione di particolare difficoltà che stanno vivendo molte scuole associate anche nella nostra provincia. Difficoltà che hanno costretto l’anno scorso tre di esse a chiudere”. E con il nuovo anno scolastico è ormai certa la chiusura anche della scuola d’infanzia di Visnà».

Sono molteplici le ragioni che stanno alla base della difficile situazione. Da un lato vi è il calo delle iscrizioni a causa della denatalità: se i bambini potenzialmente iscrivibili in provincia erano 28.076 nell’a.s. 2011/12, quest’anno sono stati 19.658 (quasi il 30% un meno) e nel 2024/25 saranno 18.346, quasi il 35% in meno. A ciò si è aggiunto dall’anno scorso un aumento di circa il 30% dei costi del servizio a causa dei rincari energetici, dell’inflazione a due cifre e del (dovuto) rinnovo del CCNL Fism, che ricadono sui gestori e sulle famiglie per la perdurante inadeguatezza dei contributi pubblici dovuta alla mancata attuazione sino ad oggi della legge n. 62 del 2000 sulla parità. 

«Attraverso il Protocollo – osserva Simonetta Rubinato – vogliamo preservare il patrimonio educativo e sociale costituitosi nelle nostre comunità locali a partire dalla seconda metà dell’800, puntando sulla qualità della proposta formativa ispirata ai valori dell’antropologia cristiana e insieme sulla sostenibilità economica della gestione. Garantire per quanto possibile la continuità e capillarità delle nostre scuole – fa notare la presidente – vuole dire tenere in vita delle realtà che rappresentano in alcuni territori l’unico presidio sociale e educativo per le famiglie. La chiusura di una scuola insomma deve essere vista come l’extrema ratio, cui arrivare solo dopo aver valutato tutte le possibili soluzioni alternative in dialogo con la Comunità educante».

A tal fine si prevede la costituzione di un Tavolo permanente di collaborazione tra Fism Treviso e Ordinari diocesani (in quanto la maggior parte delle scuole associate sono gestite dalle parrocchie) per attivare una serie di strumenti e parametri (ad es. standard di reportistica) per mapparne lo “stato di salute”. Sulla base degli esiti del monitoraggio saranno quindi condivise le ipotesi operative necessarie ad accompagnare le scuole in un percorso di risanamento e ri-organizzazione (condivisione di determinati servizi, accordi di rete, ristrutturazione dell’offerta formativa, offerta di nuovi servizi o attività extra-scolastiche per le famiglie, associazione o fusione di scuole viciniori, nomina di un amministratore straordinario temporaneo, ecc…).

«Avvieremo anche dei corsi di formazione economico-gestionale e poiché molte scuole sono in forte perdita stiamo assistendo i gestori nel rinnovo delle convenzioni comunali, chiedendo ai sindaci di aumentare i contributi per poter garantire la continuità del servizio senza scaricare gli aumenti dei costi sulle famiglie» conclude Rubinato.

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