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Entro il 2023 il 60% dei trevigiani allacciati alla rete fognaria. Partono i lavori del microtunnel

L'opera sarà realizzata ad una profondità di nove metri e collegherà il centro storico alla rete e in futuro al depuratore di Sant'Antonino, bypassando la ferrovia, il fiume Sile e il Put all'altezza del ponte della Gobba. In città partirà anche la pulizia straordinaria del tre Cagnani. Investimento di Comune e Ats per 2,7 milioni di euro

Si tratta di uno dei progetti di ingegneria idraulica più ambiziosi e importanti mai realizzati a Treviso da Alto Trevigiano servizi. Un microtunnel collegherà la zona di via Polveriera, l'ex sede Mom, al centro storico di Treviso, in particolare l'area sgambatura cani di via Tasso, passando sotto il fiume Sile, la ferrovia e il Put per il passaggio della rete fognaria. Lo scopo del progetto è quello consentire al centro storico di allacciarsi in futuro alla rete fognaria pubblica per far confluire i reflui al depuratore di Sant’Antonino. Il taglio del nastro del primo stralcio del cantiere per il microtunneling sotterraneo avverrà a inizio del prossimo anno. Il tunnel (questo primo tratto sarà lungo 660 metri) avrà un basso impatto ambientale e permetterà di operare senza interferire eccessivamente sulla viabilità cittadina.

L’investimento previsto per tale tratta è di 2,7 milioni di euro. L’appalto è stato affidato a un consorzio con la trevigiana Lf Costruzioni Srl. Il progetto è di Enki Ingegneria, di Firenze. Il progetto in cui Ca' Sugana e Ats hanno fortemente creduto, è firmato dall'ingegnier Andrea Mazzetti. Il tunnel sotterraneo permetterà di costruire una dorsale profonda in grado di attraversare il Put, il Sile e la rete ferroviaria senza operare scavi invasivi a cielo aperto. Tale condotta, che in un secondo momento si svilupperà verso via Pavese, costituisce il primo passo per permettere all’intero centro storico di Treviso di collettare i reflui verso il depuratore centralizzato di Sant’Antonino, anch’esso in gestione ad Ats.

L’intervento prevede dieci mesi di lavorazione. Nei siti di accantieramento saranno scavati cinque pozzi di 9 metri di profondità e della larghezza di 3 metri. Di questi, 2 saranno di spinta, ossia piattaforme dentro le quali verranno fatte scendere le frese che, con l’aiuto di un sistema idraulico a pistoni, scaveranno le gallerie. All’interno di quest’ultime verrà fatto calare il tunnel che scorrerà sotto il Sile e la ferrovia, nonché le condotte per il trasporto dei reflui fognari. Per la realizzazione di tale collegamento, è stata scelta la tecnica del microtunneling, ovvero una tecnologia no-dig (“senza scavo”). Il micro-tunneling prevede una perforazione a spinta del terreno a sezione piena, così da evitare decompressioni, cedimenti o eventuali danni ambientali e alle infrastrutture di superficie come strade o ferrovie. La testa di scavo della trivella si chiamerà Treviso ed è in produzione: avrà un diametro di tre metri.

Il progetto del tunnel

«Quest’opera, oltre ad essere rivoluzionaria e innovativa dal punto di vista ingegneristico, rappresenta una svolta in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini trevigiani», le parole del sindaco Mario Conte. «Si è partiti dal 35% di copertura, e grazie alla realizzazione di più di 16 chilometri di condotte fognarie, si arriverà presto al 60%. Un traguardo straordinario che testimonia la ferma volontà di garantire servizi efficienti e garantire un miglioramento ambientale. Ringrazio Alto Trevigiano Servizi, l’assessore ai Lavori Pubblici Sandro Zampese e l’assessore alle Politiche Ambientali Alessandro Manera che hanno creduto fortemente in questo progetto, che se fino a qualche anno fa poteva sembrare una suggestione presto diventerà realtà». Il primo quartiere che sarà allacciato al 100% alla rete fognaria sarà San Liberale, a cui seguirà la zona città giardino. La rete fognaria per coprire l'intero territorio comunale è pari a 170 chilometri: nel 2018 ne esistevano 90 km, ben 40 saranno realizzati entro il 2025. Per completare completamente la copertura ne resterebbero ulteriori 40.

Microtunnel, a gennaio il via ai lavori: dureranno 10 mesi

«Si tratta di un sistema molto avanzato e a basso impatto ambientale che consentirà la realizzazione di un’opera complessa limitando disservizi al traffico viabilistico e ferroviario – spiega l’amministratore de- legato di Ats, Pierpaolo Florian – La dimensione ridotta dei cantieri, inoltre, ridurrà l’impatto e i disagi ai cittadini nelle zone interessate dai lavori». Al momento, il centro storico risulta quasi completamente sprovvisto di rete per la fognatura nera, ad eccezione di tre brevi tratte, una in piazza San Parisio, l’altra in piazza Santa Maria dei Battuti e l’ultima realizzata in Rivale Filodrammatici, in occasione del rifacimento della pavimentazione (attualmente non in esercizio, ma predisposta in occasione di tali lavori). I residenti si servono tutti di vasche Imof. La zona dentro le Mura è caratterizzata da una fitta rete idrografica con i canali Siletto, Buranelli, Cagnan e la Fossa delle Convertite che dividono il centro in cinque macroaree; a sud è lambita dal Sile, profondo 5 metri, con punte di 7 metri nella zona della centrale idroelettrica di Ponte della Gobba.

Nei prossimi mesi sarà svolta la pulizia straordinaria dei tre Cagnani principali della città: sarà rimosso limo e fango per aumentare l'alveo, garantire un miglior deflusso, riducendo così al minimo eventuali rischi di inondazione. Si tratta di un'operazione che non si svolgeva da 15 anni. Nel prossimo futuro, quando sarà realizzata e stesa una rete fognaria anche nel centro storico, si ipotizza di sfruttare eventualmente il letto degli stessi Cagnani per non andare a stravolgere gli scarichi esistenti.

Il tunnel

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