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La ghiacciata a Cimadolmo

La ghiacciata a Cimadolmo

Prima la siccità, stanotte il ghiaccio: in ginocchio alcune colture trevigiane

Il ghiaccio come detto non ha risparmiato gli asparagi coltivati a campo aperto, ma anche ad esempio le produzioni di kiwi da Povegliano a Ponzano Veneto, o la vite coltivata in varie aree trevigiane

Al posto delle punte degli asparagi il ghiaccio. Questo l'amaro destino di alcuni dei prodotti trevigiani più rinomati, gli asparagi bianchi di Cimadolmo Igp e quelli bianchi e verdi di Badoere Igp che già stavano affrontando il problema dettato dal periodo siccitoso. Ma anche danni ingenti ad altre colture e soprattutto a rischio la ripresa vegetativa della vite. Le gelate di queste notti (stanotte la temperatura è scesa fino a meno quattro) hanno garantito un duro risveglio ai produttori che si sono visti danneggiare i raccolti anche dei prossimi giorni. Il ghiaccio come detto non ha risparmiato gli asparagi coltivati a campo aperto, ma anche ad esempio le produzioni di kiwi da Povegliano a Ponzano Veneto, o la vite coltivata in varie aree trevigiane, da quella castellana a quella opitergina, che ha visto bruciati i germogli e messo a dura prova le piante. Se dovessero perdurare queste gelate primaverili i danni potrebbero diventare di centinaia di migliaia di euro. 

«Il clima ormai non ci risparmia e in ogni stagione ci propone anomalie che creano non pochi danni alle imprese agricole ed agli stessi consumatori -spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso- Le nostre aziende non possono non considerare ormai un costo fisso quello per assicurarsi, mentre ai consumatori dico solo di leggere attentamente le etichette per non incappare in prodotti che sostituiscono i prodotti nostrani di dubbia provenienza con un punto interrogativo sui metodi di produzioni che in certi paesi sono lontani dall’assicurare garanzie di salubrità». 

La settimana scorsa gli operatori agricoli avevano già distribuito i tubi dell’irrigazione di soccorso a terra – ricorda Coldiretti Treviso - ora devono pensare a come  proteggere le varietà precoci tipo susine, pesco, albicocche, ciliegie e anche come detto kiwi e vite. Occorre salvare le fioriture. Tutti questi sfasamenti stagionali hanno  un costo per i produttori costretti ad un surplus di gasolio oltre che a strumenti sempre più tecnicamente avanzati per mettere in salvo verdura e frutta.

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