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Sabato, 3 Dicembre 2022

Inaugurato a Treviso il "giardino degli angeli" dedicato ai bambini scomparsi

Uno spazio nell'area del cimitero di San Lazzaro dedicata ai piccoli mancati in tenerissima età e fortemente voluto da alcuni genitori, tra cui Nicoletta Amadio: «Questo è un luogo degno per ricordarli». Il sindaco Mario Conte: «Un'azione vera e propria di comunità». La benedizione del Vescovo Michele Tomasi

È stato aperto questa mattina al cimitero di San Lazzaro il “Giardino degli Angeli”, campo di sepoltura e luogo di meditazione e preghiera in ricordo dei bambini. L’opera, fortemente voluta dal Comune di Treviso, è stata progettata e realizzata da Contarina, attuale gestore dei servizi cimiteriali, nell’ambito della specifica Convenzione sottoscritta dall’Amministrazione con il Consiglio di Bacino Priula. I lavori hanno permesso di riqualificare l’attuale campo bambini attraverso la creazione di un’area meditativa, la riquadratura delle fosse, la piantumazione di alberi e arbusti e la creazione di vialetti in ghiaia. L’intervento, realizzato in due mesi, ha permesso di sistemare 76 sepolture e di predisporne di nuove. Sono stati posizionati anche 84 cippi commemorativi in ricordo dei bambini sepolti nel campo non più in uso in un'altra area del cimitero.

Il sindaco Mario Conte, nel ringraziare tutte le persone che hanno collaborato nella realizzazione del Giardino degli Angeli, ha condiviso il testo di una lettera inviata da un genitore che recandosi per la prima volta al Giardino degli angeli, ha sentito «vicinanza e conforto». «Non si può comprendere il dolore di un genitore che ha perso il proprio figlio», ha detto il primo cittadino. «Oggi presentiamo un luogo di umanità, un luogo che va rispettato e curato come è stato fatto anche in questi mesi di lavoro da parte delle imprese, che ci hanno consegnato un’opera che è di tutta la comunità».

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«Abbiamo portato avanti un impegno verso le famiglie, cercando di ultimare i lavori per permettere loro di commemorare i piccoli angeli. Questo è un luogo di dolore, ma anche di amore», ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Treviso Sandro Zampese. «Il Giardino degli Angeli vuole essere un unico sito riqualificato, con spazi adeguati e verdi, per dare il sollievo della preghiera a chi ha dovuto vivere un lutto. Ringraziamo genitori che con grande dignità hanno portato avanti l’istanza, il settore lavori pubblici del Comune di Treviso, il Consiglio di Bacino Priula, Contarina e il Rotary di Treviso».

«Quest’opera è il risultato di una collaborazione proficua e più ampia con il Comune di Treviso, che permette all’intera città di avere cimiteri sempre più decorosi e ordinati grazie ad una loro accurata gestione» ha dichiarato Giuliano Pavanetto, presidente del Consiglio di Bacino Priula.  «Ringrazio Contarina, la nostra società operativa, che ha realizzato i lavori in brevissimo tempo; un’iniziativa che testimonia come – oltre all’esecuzione delle opere – l’azienda si possa occupare anche di progettazioni di alto livello. E questo nuovo spazio ben lo dimostra».

Presente il Vescovo della Diocesi di Treviso Michele Tomasi che, prima della benedizione, ha ricordato come il Giardino degli Angeli sia una «carezza che può dire molto. L’abbraccio in cui l’amore onnipotente di Dio sta stringendo questi piccoli ha un suo riflesso in questo contesto: è bello che una Città di civiltà come Treviso abbia un luogo per abbracciare chi porta il dolore e per portare un riflesso di amore e di vicinanza. E’ da come viviamo con chi fa più fatica e con i nostri cari che ci hanno lasciato che mostriamo qual è la civiltà del nostro vivere insieme. Ci sono poche cose più importanti del modo con cui si prepara, si allestisce e si cura la Città dei defunti sapendo che sono nella vita e nell’amore ma questo dà poi il senso della possibilità di una vita buona, civile e serena nella Città dei vivi».

Ha accompagnato l’apertura del Giardino il violoncellista del Conservatorio Steffani di Castelfranco Enrico Barbaro, che ha suonato due brani, il primo tratto dalla II suite per Violoncello di Johann Sebastian Bach e il secondo di Pau Casals, dal titolo “Song of the Birds”.

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