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Venerdì al Duomo di Treviso l'ultimo saluto a Gilberto Benetton

Il ricordo di Flavio Briatore: «Il crollo del ponte di Genova ha fatto una vittima in più. Lo sciacallaggio che la sua famiglia ha dovuto subire nei giorni dopo il 14 agosto gli ha dato il colpo di grazia»

I funerali di Gilberto Benetton, scomparso lunedì sera all'ospedale Ca' Foncello all'età di 77 anni, a causa di una grave malattia da cui era affetto da tempo, si terranno venerdì prossimo a Treviso alle ore 11 presso il Duomo di Treviso che si trova proprio di fronte all'ex tribunale, ora sede di Edizione, la holding di famiglia, di cui era vicepresidente. Presso la Cattedrale di Treviso si era svolta la cerimonia funebre del fratello Carlo, il 13 luglio scorso e il 21 febbraio quello del marito della sorella Giuliana, Fioravante Bertagnin.

«Il crollo del ponte di Genova ha fatto una vittima in più: Gilberto Benetton. Lo avevo visto una decina di giorni prima del tragico evento, eravamo stati insieme un'oretta e ci eravamo salutati con un abbraccio e non stava così male poi lo sciacallaggio che la sua famiglia ha dovuto subire nei giorni dopo il 14 agosto gli ha dato il colpo di grazia». Lo ha detto all'Adnkronos, Flavio Briatore, team manager della Benetton che vinse 4 titoli mondiali in F1 negli anni '90, commentando la morte di Gilberto Benetton. «Dopo il crollo del ponte Morandi parlare dei Benetton era come parlare del Diavolo e questa cosa lo ha distrutto -ha aggiunto Briatore-. Perdiamo un grande imprenditore a cui devo dire grazie quando insieme a Luciano decisero di farmi lasciare New York per andare a lavorare nel team di F1. Abbiamo avuto un rapporto anche conflittuale a volte ma mi ha sempre lasciato carta bianca nelle gestione del team e questa è stata una grande dimostrazione di stima e fiducia». «Ho degli splendidi ricordi di quegli anni, oltre alle grandi vittorie erano particolarmente emozionanti le feste di Natale che facevamo nel centro sportivo della 'Ghirada' con le squadre di basket, volley e rugby tutte formazioni vincenti ai massimi livelli nei rispettivi sport ma dove noi eravamo il fiore all'occhiello. Lui e la sua famiglia hanno fatto cose straordinarie per la città di Treviso anche senza ricevere la giusta riconoscenza», conclude l'ex team manager della Benetton F1.

«Gilberto era un amico, una persona per bene. La sua perdita è un grande dispiacere». Così Marco Tronchetti Provera, ad di Pirelli, a margine della presentazione della mostra 'Igloo' a Milano.

«E' morto Gilberto Benetton e immediatamente la rete ha iniziato a sparare le più incredibili assurdità, alcuni dementi che stanno in rete sono squallidi sciacalli». Lo dice Matteo Renzi in un intervento video su Facebook. «Vorrei che Gilberto Benetton fosse ricordato per quello che è stato, un grande imprenditore italiano che, venendo su dal niente, ha costruito una storia di successo incredibile -ha spiegato il senatore del Pd-. E' evidente che tutti abbiamo negli occhi le immagini del ponte Morandi, ma trovo squallido che nel salutare un grande italiano non si riconoscano i meriti di Benetton e i commenti letti in queste ore su Internet sono indecorosi».

Viaggiano miste Atlantia e Autogrill a Piazza Affari, all'indomani della scomparsa di Gilberto Benetton, nel board della prima e presidente della seconda. Alle 12.30 Atlantia registra un rialzo dell'1,09% e Autogrill cede lo 0,24%. "Non vediamo risvolti operativi nella gestione di Atlantia ed Autogrill" commentano gli analisti di Equita. "Strategicamente riteniamo sia ancora più importante in questo momento il ruolo del Ceo di Edizione Holding, Marco Patuano, nella gestione della fase di passaggio che sta vivendo Atlantia, ovvero nella gestione della crisi di Aspi con il governo, del deal su Abertis e del rinnovo del board ad aprile, e la trasformazione in player sempre più globale di Autogrill".

Gianmario Tondato Da Ruos,amministratore delegato di Autogrill, assieme a tutti i dipendenti della società ricordano «con stima, orgoglio e affetto» la figura del presidente Gilberto Benetton che, in oltre 20 anni di partecipazione alla vita aziendale, «ha indicato con lucida visione la strada di un'ininterrotta crescita internazionale, consentendo ad Autogrill di diventare la prima società mondiale nella ristorazione per i viaggiatori». «Siamo vicini alla famiglia in questo difficile momento, tutti serberemo per sempre il ricordo di un grande uomo e di uno straordinario imprenditore, sempre attento alle persone e al futuro delle imprese» ha dichiarato Tondato «con lui siamo cresciuti in tutti i continenti, ci ha insegnato a guardare al mondo come al nostro mercato domestico».

"Il basket italiano deve molto a Gilberto Benetton». Sono le parole del presidente della LBA Lega Basket, Egidio Bianchi, per la scomparsa di Gilberto Benetton, morto a 77 anni. Con i fratelli Luciano, Giuliana e Carlo (morto il 10 luglio, a 74 anni), nel 1965 aveva fondato il Gruppo Benetton. Ex cestista, da sempre nel mondo dello sport, Benetton è stato al vertice della polisportiva di famiglia cresciuta attraverso la cittadella dello sport, la Ghirada, da lui guidata e che simboleggia l' l'impegno nello sport di un gruppo leader nel mondo che tra il 1978 e il 2011, ha fatto grande Treviso nel basket, nel volley e nel rugby con oltre 60 titoli totali. «Grazie a lui e alle sue intuizioni il nostro sport ha compiuto passi da gigante non solo in campo agonistico come dimostrano i grandi successi raggiunti dalla Benetton in Italia e in Europa: penso alla costruzione di un nuovo impianto come il Palaverde e alla creazione della Ghirada che dimostrano la sua capacità di coniugare la ricerca dei successi sportivi con una attenzione unica al sociale sempre con obiettivo la crescita della pratica sportiva e la passione per lo sport», ha aggiunto Bianchi.

Il Presidente di Edizione Fabio Cerchiai e l'Amministratore Delegato Marco Patuano esprimono profondo dolore per la scomparsa di Gilberto Benetton, uomo di straordinario valore umano e rara visione imprenditoriale. La sua lucida percezione del mondo e la sua capacità di cogliere e prevedere le evoluzioni economiche e sociali, hanno stimolato e indirizzato le più importanti scelte strategiche di Edizione. Non mancherà soltanto il grande imprenditore, ma resterà il vuoto di una persona con rare doti umane e con una innata capacità di restare ancorato alla concretezza della vita guardando lontano. Il suo stile riservato e rigoroso e il suo equilibrio resteranno sempre impressi nella nostra vita personale e professionale.

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