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Strage di Capaci: «Quando ripercorro quell'autostrada mi vengono i brividi»

La lettera scritta, all'età di dodici anni, della piccola Angelica Furino, studentessa di terza media, dopo aver letto il libro "Il mio nome è Giovanni". Il tema ha ricevuto il plauso del giornalista Paolo Borrometi nel corso di un convegno

I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Il 23 maggio 1992 è una delle date più buie della storia d'Italia, quella della strage di Capaci. Come cogliere in poche semplici righe, con la semplicità e genuinità di una giovanissima penna, il significato profondo di quella terribile tragedia? Ad insegnarcelo è stata una giovane studentessa trevigiana, Angelica Furino, che due anni or sono (all'epoca aveva 12 anni) scrisse un tema ispirato dalla lettura del libro "Il mio nome è Giovanni". Durante un convegno dedicato allo stragismo mafioso il giornalista Paolo Borrometi citò e plause alle osservazioni presenti nello scritto, dedicando parole di forte apprezzamento oltre che una speciale dedica. Chi corresse il tema invitò Angelica a rifarlo. Borrometi scrisse invece: "Cara Angelica, non rifare il tema, hai usato parole bellssime. Io te ne sono debitore, da siciliano, grazie di tutto cuore".

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