Venerdì, 15 Ottobre 2021
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Giorno della Memoria, celebrazione in provincia con gli studenti trevigiani

Per riflettere sui tragici avvenimenti che hanno sconvolto l’Europa e l’Italia delle leggi razziali è stato proposto uno spettacolo mutimediale dal titolo “Io non giuro”

La Legge 20 luglio 2000, n. 211 ha istituito il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Il 27 gennaio 1945 varcando il cancello del campo di sterminio di Auschwitz i soldati russi svelarono le atrocità commesse in quello e in altri campi di concentramento dalla Germania nazista di Hitler. Il 27 gennaio è stato quindi individuato come Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a proprio rischio, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Per riflettere sui tragici avvenimenti che hanno sconvolto l’Europa e l’Italia delle leggi razziali è stato proposto uno spettacolo mutimediale dal titolo “Io non giuro”. La testimonianza di Josef Mayr-Nusser: l’uomo che disse NO a Hitler. Settembre 1944. Il bolzanino Josef Mayr-Nusser viene arruolato forzatamente nelle SS. Parte per l’addestramento verso Konitz, nella Prussia occidentale. Al termine delle tre settimane di formazione la procedura prevede di prestare giuramento a Hitler in forma solenne, come atto di fedeltà incondizionata al regime nazista. Josef alza la mano e chiede la parola al maresciallo delle SS. Di fronte ai compagni impauriti, dichiara che lui quel giuramento non può e non vuole pronunciarlo. Considerato un traditore viene deportato al Lager di Buchenwald prima, a quello di Dachau poi: destinazione che non raggiungerà. Morirà infatti il 24 febbraio 1945 a Erlangen. Nel 2017 è stato riconosciuto beato dalla Chiesa Cattolica. Un particolare legame si è instaurato con la città di Treviso con l’arrivo di una reliquia del beato Josef donata al vescovo Michele Tomasi.

Platea Giorno della Memoria-2

Accolte dal Presidente Stefano Marcon le autorità civili e militari presenti, Sua Eccellenza il Vescovo Michele, i professori e gli studenti dell'Istituto “Alberini”, del Liceo “Canova” e del Liceo “Berto” di Mogliano Veneto che hanno presenziato alla cerimonia. Il Consigliere delegato alla Cultura, Leopoldino Miorin, ha introdotto e coordinato la giornata, che ha visto l’importante momento di consegna delle medaglie d’Onore da parte del Prefetto Laganà – ritirate dagli eredi -  concesse a nostri concittadini vittime della tragica deportazione nei lager nazisti. Dopo l’intervento del Prof. Samuele Busetto, Docente di storia e filosofia Liceo Berto di Mogliano Veneto è seguito lo spettacolo multimediale del New Eos teatro e musica di Bolzano: “Io non giuro”. La testimonianza di Josef Mayr-Nusser: l’uomo che disse no a Hitler, con: Mara Da Roit e Patrizio Zindaco (voci recitanti), Luca Dall’Asta (musiche).

«Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo -citando Primo Levi Stefano Marcon si rivolge agli studenti- La memoria serve a questo ad evitare che qualcuno possa diventare ebreo per qualcun altro. Erano tedeschi, polacchi, ungheresi, italiani, francesi, olandesi… erano noi tutti, e lentamente all’improvviso in un tragico ossimoro, 75 anni fa diventati stranieri in patria: reietti.  Marcon ha anche ricordato la recente visita – organizzata con la collaborazione della Provincia di Treviso e di Mom - di una delegazione di studenti dell’Alberini alla Senatrice Liliana Segre. Perché conoscere ci rendi liberi». Il Vescovo Michele citando il dono delle reliquia del beato Josef ha assicurato la sua premura affichè abbia a trovare un posto di rilievo in cattedrale.

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