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Sabato, 21 Maggio 2022
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Giulio Pagnossin: la vita imprenditoriale di uno dei pionieri trevigiani

E' stato un modello di conduzione aziendale all’interno del nostro territorio e all’estero ma anche fautore di numerose attività collegate in particolare nell’ambito sportivo

Geniale nelle intuizioni, diretto nei rapporti, generoso nei comportamenti: il Signor Giulio Pagnossin, uno dei più celebri pionieri trevigiani non solo come modello di conduzione aziendale all’interno del nostro territorio e all’estero, ma anche in quanto fautore di numerose attività a esso collegate, viene raccontato in una narrazione alimentata da testimonianze di familiari, amici e colleghi che hanno ricostruito la sua figura professionale in un’attenta selezione di dettagli, aneddoti e curiosi suggerimenti. La presentazione ufficiale del libro avviene proprio a quasi quarant’anni dalla sua scomparsa: un momento celebrativo, per mantenere viva la figura di un imprenditore che ha fatto la storia di Treviso e di tutta Italia.

Giulio 2-2

L’azienda innanzitutto, poi il resto. Quell’azienda su cui papà Angelo investì i primi guadagni di gelsi e vigneti delle proprietà di Arcade e che indirizzò con grande intuito verso la ceramica da cucina. Sarà proprio Giulio Pagnossin, figlio di Angelo, il protagonista del libro “Il Signor Giulio” che verrà ufficialmente presentato sabato 17 novembre, alle ore 17, nel più prestigioso spazio del Comune di Treviso che ha sostenuto il progetto, patrocinandolo e concedendo gli spazi del Salone di Palazzo dei Trecento. La narrazione, scritta da Prando Prandi ma testimoniata dai racconti di familiari, parenti e amici il cui ricordo del Sior Giulio è ancora vivo e presente, racconta minuziosamente la sua vita imprenditoriale e il suo successo che lo ha reso, per la città di Treviso e tutta la nazione, uno dei maggiori punti di riferimento dell’imprenditoria. “Lavoro forte per non far mancare nulla alla famiglia”, diceva. Quella “famiglia” che oltre ai parenti stretti comprendeva anche i collaboratori e le maestranze, a cui non voleva far mancare nulla: feste in azienda, cene aziendali, gite da 11 pullman per farci stare tutti e, ovviamente, riconoscimenti lavorativi, che rendevano tutti i suoi dipendenti, trattati come figli, più che soddisfatti.

Fabbrica Pagnossin Treviso-2

Anche gli hobby sono diventati parte della sua vita imprenditoriale: appassionato delle quattro ruote fin da subito, rese la Sua azienda la prima italiana non legata al petrolio o al tabacco che sponsorizzò una scuderia di Formula 1. Fu proprio Andrea De Adamich, al tempo pilota ai vertici nazionali, a indossare la prima tuta e guidare la prima auto con il logo Pagnossin. Dal mondo delle auto passò poi a quello delle divise cestistiche sul parquet: dalle squadre di basket minori della sua Treviso, passando sul palcoscenico della serie A con il Gorizia guidato da Jim McGregor e al basket femminile, che qualche anno dopo la sua improvvisa e veloce scomparsa gli ha regalato un ultimo, grande, omaggio: il primo e unico scudetto femminile a Treviso. Una vita di corsa, sempre e comunque. Ma felice. Essere imprenditori, per Giulio Pagnossin, era soprattutto questo: l’ambizione a puntare sempre più in alto e fare delle passioni un vero lavoro, con divertimento e altrettanta professionalità e dedizione. Più che ottimismo o fatalismo, l’effervescenza ideativa restava la sua ricetta migliore, anche quando negli ultimi mesi, sconfitto dal male, è rimasto in piedi sino all’ultimo.

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