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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Attualità Santa Bona / Via Albona

Immobili ex Inpdap, venduti solo 4 su 43: la Cgil chiede una nuova asta

Paolino Barbiero, coordinatore di Nuove Ri-Generazioni: «Ci auguriamo che l’Inps, vista la natura stessa dell’ente, abbia a cuore gli interessi della collettività»

Dei 43 appartamenti ex Inpdap di via Albona solo 4 sono stati assegnati. Sul piatto ancora oltre 1.500 mq per attività commerciali e servizi. Questo è l’esito dell’asta telematica della scorsa settimana. A darne riscontro è la CGIL trevigiana che, proprio visto il risultato ma altresì registrando interessamenti per l’acquisto, torna alla carica chiedendo all’INPS, proprietario degli immobili, di procedere attraverso la società Romeo Gestione, affidataria del patrimonio, a una nuova asta con tempi congrui a garantire il massimo della pubblicità e la possibilità di visita agli appartamenti.

«Un patrimonio immobiliare che può essere riqualificato, anche grazie ai bonus varati dal Governo – afferma Paolino Barbiero, coordinatore di Nuove Ri-Generazioni per la CGIL di Treviso – Quello di via Albona è un complesso residenziale di pregio che negli ultimi anni, per diversi motivi, è stato oggetto di progressivo spopolamento ma che ha tutte le carte in regola per tornare a essere un polo per il capoluogo, attraendo servizi e attività. Ci auguriamo che l’Inps, vista la natura stessa dell’ente, abbia a cuore gli interessi della collettività». Interessi che, dal punto di vista del Sindacato, si concretizzerebbero nell’indirizzare la Romeo Gestioni all’apertura di una nuova procedura d’asta pubblica fino a fine anno, pubblicizzandola e dando modo agli interessati di visionare gli appartamenti, oltre che di accedere a tutte le informazioni a riguardo, tra le quali la possibilità di usufruire dei bonus governativi.

«Un’occasione da non mancare – secondo Paolino Barbiero – per riqualificare il patrimonio immobiliare, anche in termini di sostenibilità ambientale. Inoltre, la migliore delle prospettive sarebbe quella di trovare altresì delle sinergie e collaborazioni con altri soggetti istituzionali del territorio, come il Comune di Treviso e l’Ulss Marca Trevigiana, perché attraverso la creazione di servizi in loco – penso alla casa di comunità, alla medicina aggregata e servizi di prossimità gestiti dal Comune – si guardi al prossimo futuro in ottica di rigenerazione di tutta l’area».

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