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Ispettorato del lavoro sottorganico, Casarin: «Nel territorio si rischia il far west»

Dei 120 previsti sono appena 32 i dipendenti della sezione locale dell’Ispettorato. A denunciare una situazione che definisce quasi al collasso è la Funzione Pubblica Cgil di Treviso, disegnando un quadro più che allarmante

La carenza cronica di personale delle PA della Marca Trevigiana, dalla Sanità agli Enti Locali, non risparmia certo la sezione territoriale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dove oggi sono a operare appena 32 unità delle 120 previste dal Piano dei Fabbisogni del Ministero del Lavoro. Di questi 32, inoltre, cinque sono dipendenti di altri enti distaccati con comando e sui quali pende la spada di Damocle del reintegro in organico come prevede un recente Decreto Legge (dello scorso 30 aprile) entro il 31 dicembre di quest’anno. A denunciare una situazione che definisce quasi al collasso è la Funzione Pubblica Cgil di Treviso, disegnando un quadro più che allarmante, vista l’importanza delle funzioni svolte dall’Ispettorato, e rivolgendosi direttamente all’Amministrazione Centrale dell’INL nel sollecitare l’avvio delle procedure di mobilità volontaria per stabilizzare i cinque lavoratori e aprendo a nuove assunzioni attraverso pubblico concorso.

«Già sono quotidiane le difficoltà ad adempiere a tutte le funzioni dell’Ispettorato, in particolare quella di controllo in materia di lavoro, contribuzione, assicurazione obbligatoria e di legislazione sociale, compresa la vigilanza sulla salute e sicurezza. Se non si procedesse quanto prima a nuovi inserimenti e, addirittura, venissero a mancare ben cinque lavoratori di un organico già oltremodo sottodimensionato, non solo diventerebbe impossibile l’erogazione di alcuni servizi alle aziende, ma si rischierebbe il far west in provincia - commenta duramente Marta Casarin, segretaria generale FP CGIL di Treviso».

«Il nostro è un territorio con un tessuto economico-aziendale molto ricco e vario - sottolinea Marta Casarin -, non è ammissibile tale situazione, che oltretutto potrebbe presto, ovvero con le prossime scadenze naturali dei comandi a settembre 2022 (prima della data imposta da decreto), peggiorare nettamente, praticamente paralizzando l’attività dell’Ispettorato nel trevigiano».

«Per il bene di questo territorio, nel mantenere uno stato di legalità e di diritto, per salvaguardare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, chiediamo all’Amministrazione Centrale di intervenire subito e invertire la tendenza, investendo sul personale attraverso le stabilizzazioni e nuove assunzioni. Contrariamente - chiosa Casarin - come Sindacato siamo pronti a promuovere e sostenere le forme di protesta necessarie».

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