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Lottizzazione "Sant'Antonino 1", sit-in di protesta contro la nuova cementificazione

Nell'area verde alla rotonda dell'ospedale, dove il Terraglio Est "incrocerà" la tangenziale e, verranno realizzati nuovi edifici per 90.000 metri cubi

Questa mattina alcune decine di residenti in zona, insieme ai ragazzi di Fridays For Future hanno animato un sit-in di protesta contro le nuove edificazioni su un'area verde alla rotonda dell'ospedale (allegate foto), dove il Terraglio Est "incrocerà" la tangenziale e, nel piano di lottizzazione "Sant'Antonino 1", verranno realizzati nuovi edifici per 90.000 metri cubi. Oltre al consumo di suolo che comporta la realizzazione del tratto del Terraglio Est in comune di Treviso (almeno un ettaro e mezzo) si aggiunge quello del “cemento collaterale”, cioè delle costruzioni edilizie che sono, per la prima volta, rese “interessanti” proprio dal terraglio Est. Il primo caso è quello del piano di lottizzazione “Sant’Antonino 1”, recentemente approvato dall’amministrazione cittadina.  Si tratta di oltre 90.000 metri cubi di nuova edificazione che (anche se tutto venisse sviluppato al massimo di altezza di 12 metri, 4 piani) significheranno oltre 7.500 metri quadrati di suolo cementificato che, insieme a quello asfaltato per le strade di collegamento, i piazzali, le aree di manovra porterà a un consumo di suolo ben superiore a un ettaro (più probabilmente due ettari) in un comune di cui non è necessario ripetere i dati record di terreno impermeabilizzato.

«Ancora una volta “non c’è cemento responsabile, ma c’è chi è responsabile del cemento”» ha commentato Luigi Calesso di Coalizione civica «E’ responsabile del cemento la maggioranza di centrodestra che ha approvato la Variante Generale al Piano Regolatore di inizio anni 2000 che prevedeva sul territorio comunale una colata di 2.000.000 di metri cubi di cemento (di cui solo la metà sono già stati realizzati), sono responsabili le amministrazioni leghiste che hanno voluto a tutti i costi la realizzazione del Terraglio Est nel comune di Treviso (hanno creato le condizioni perché il piano “Sant’Antonino 1” diventasse interessante), è responsabile l’attuale amministrazione perché, ancora una volta, approva senza fare una piega un piano edilizio che comporterà la devastazione di un’altra area verde».

«Ma la questione rischia perfino di non finire qui perché una volta che nei nuovi edifici si insedieranno le attività direzionali, ricettive e commerciali (a proposito, arriverà qualche altro nuovo supermercato?) il rischio è che la viabilità di collegamento o dell’intera area risulti insufficiente e, quindi, si decida di realizzare altri tratti stradali o di allargare quelli esistenti…» continua Calesso «Perché, come è noto, l’asfalto ha come “effetto collaterale” il cemento ma il cemento, a sua volta, può avere come “effetto collaterale” l’asfalto, in una spirale in cui hanno valore solo gli interessi commerciali, quelli della rendita fondiaria, quelli dell’industria edilizia mentre non hanno cittadinanza il contenimento dell’inquinamento atmosferico e il blocco del consumo di suolo (consumo che contribuisce sia allo smog che al cambiamento climatico)».

Contro il piano di lottizzazione, Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso ha presentato nei termini previsti una osservazione in cui si evidenziano i problemi di viabilità che la nuova edificazione provocherà, si sottolinea il già elevato consumo di suolo in città e la necessità di fermare la proliferazione dei supermercati.

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