Migranti diplomati in visita dal Prefetto: «Risorse per questo Paese»

Il brillante risultato raggiunto da tre giovani richiedenti asilo, ospitati alla caserma "Serena": dopo aver frequentato le serali in due istituti trevigiani, hanno superato l'esame di maturità

I tre studenti diplomati con il Prefetto Laganà

«Avete investito su voi stessi e qualcuno si è posto obiettivi ulteriori. Diventerete delle risorse per questo Paese e non è una cosa così scontata». Con queste parole il Prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà, ha accolto tre studenti richiedenti asilo, ospitati al loro arrivo in Italia nell’ex Caserma Serena e assistiti dalla Nova Facility, che si sono diplomati quest’anno presso i corsi serali di due Istituti cittadini. In particolare, gli studenti invitati in prefettura sono stati Kouame Moika Patrice della Costa d’Avorio, diplomatosi presso l’Istituto “Giorgio-Fermi” in indirizzo meccanico; Arouna Moustaou, proveniente dal Togo e Bashir Mohammed Harun proveniente dal Mali, entrambi diplomati presso l’Istituto “Palladio” indirizzo Costruzione-Ambiente e Territorio.

«E’ il caso di dire “uno su mille ce la fa”. Siete un esempio -ha proseguito il Prefetto Laganà- perché avete delle situazioni di grande difficoltà. Lasciare il proprio Paese di origine per un futuro incerto in una situazione di vita, che per quanto si possa cercare di rendere decorosa, sicuramente non è delle migliori, trovare la forza e la voglia di mettersi in gioco, di ricominciare a studiare e di impegnarsi non è così scontato e quindi è d’esempio per i vostri compagni che vengono in Europa per cercare un futuro migliore, ma anche per i nostri studenti che a volte si perdono un po’».

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All’incontro è intervenuta anche la Dirigente Scolastica dell’Istituto Palladio, Lara Modanese, la quale ha rimarcato le doti e le capacità degli studenti: «Sono talmente bravi questi ragazzi. Al di là dello loro capacità scolastiche, da sottolineare è l’approccio e l’atteggiamento che hanno avuto anche nei confronti dei compagni di studio perché hanno vissuto una serie di esperienze personali che li hanno messi a dura prova, quindi quando qualche loro compagno era in difficoltà loro sono stati i primi motivatori. In più, hanno capacità di sostenere la fatica, quindi sono anche un esempio».

Un modello di successo, quindi quello intrapreso dai corsi serali in grado di coniugare lavoro, vita quotidiana e studio, creando grandi occasioni per l’elevazione sociale, didattica e professionale degli studenti. «Ho scoperto il corso serale da pochi mesi –ha proseguito la neo Dirigente dell’Istituto Palladio, Lara Modanese- Esso ha un modello che secondo me è il futuro. Un modello che raccoglie le competenze personali, anche informali degli studenti, le traduce in competenze tecniche e poi costruisce dei moduli che sono spendibili per i ragazzi che lavorano».

Lo stesso Prefetto ha rimarcato l’importanza dei corsi serali sostenendo come: «Questi ragazzi che seguono la scuola serale, fanno uno sforzo ulteriore perché evidentemente ci credono e forse agli insegnati sono quelli che danno più soddisfazioni.  La scuola serale ti dà un’impronta di spendibilità sul mondo del lavoro. Credo che quasi nessuno che abbia fatto una scuola serale poi non abbia trovato una collocazione immediata. Poi, questi profili specializzati andranno a ruba, quindi è bene proseguire in questo senso».

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Momento di commozione quando lo studente del Palladio Bashir, introdotto dalla Dirigente Modanese a supporto dell’importanza della rete messa in campo fra scuola, docenti e strutture sociali esistenti sul territorio, ha raccontato uno spaccato di vita profondo, di quando aveva ottenuto la “protezione sussidiaria” e pertanto doveva abbandonare la struttura dell’ex Caserma Serena: «Nonostante non sapevo dove sarei andato a dormire la notte, quel giorno sono andato lo stesso a scuola. Confidandomi con i professori, Piero Monego e Claudio Florimo di questa mia situazione essi subito si sono attivati e mi hanno fatto una sorpresa trovando una casa dove poter dormire. Io piangevo per la gioia. I professori per noi sono stati insegnanti, padri, amici».

Altro momento dal forte impatto emozionale è stato quando Arouna Moustaou ha letto, a nome di tutti e tre gli invitati, un attestato di ringraziamento alle Istituzioni italiane che hanno dato loro la possibilità di vivere e studiare nel nostro Paese: «Gentile Prefetto, per noi è un grande onore essere qui oggi. E’ un momento molto importante per noi e siamo emozionati. Siamo arrivati alla maturità con una scuola italiana e abbiamo un diploma come i ragazzi italiani. Non è stato facile. Veniamo da un Paese lontano. Quando siamo arrivati non parlavamo la lingua italiana e tutto era nuovo. Ma abbiamo trovato un Paese che ci ha dato il benvenuto e tante persone ci hanno aiutato. Grazie alla Prefettura di Treviso, alla Nova Facility che ci ha ospitato nella Caserma Serena che è stata la nostra prima casa e la nostra prima scuola. Grazie alla scuola Palladio e Giorgi-Fermi e ai nostri cari professori. Grazie con il cuore a tutti. Siamo arrivati fino a qui e vogliamo continuare bene per essere un esempio per i nostri fratelli. L’Italia adesso è il nostro nuovo Paese. Siamo orgogliosi di questo e vogliamo che l’Italia sia orgogliosa di noi. Grazie». Auguri, dunque a questi tre ragazzi che, nonostante mille sofferenze e difficoltà, hanno trovato la forza e la costanza di studiare e lavorare, riuscendo a raggiungere un obiettivo di certo non ovvio e semplice.

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