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«Corse tagliate, l’azienda s’impegni per garantire il servizio che il nostro territorio merita»

Stefano Bergamin, segretario della Fit Cisl Belluno Treviso e coordinatore della Rsu di Mom, punta il dito contro Mom, azienda che gestisce il trasporto pubblico locale della Marca

«Il trasporto pubblico locale è un diritto sociale, Mom s’impegni per garantire il servizio che il nostro territorio merita». Corse tagliate per mancanza di personale, la Rsu non ci sta. Stefano Bergamin, segretario della Fit Cisl Belluno Treviso e coordinatore della Rsu di Mom, punta il dito contro l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale della Marca, a partire da quanto non è stato fatto in questi anni per evitare situazioni di emergenza come quella di sabato scorso, quando sono state cancellate ben 52 corse, in un momento in cui «gran parte del personale, sia gli autisti che i lavoratori delle officine e degli uffici, continua ad adoperarsi in straordinario e con il massimo impegno senza alcun riconoscimento dalla dirigenza aziendale» commenta Bergamin che spiega: «Il problema delle assenze non è legato alle malattie di stagione né tantomeno ai permessi sindacali, dato che quel giorno nessun delegato Rsu Mom o delle Segreterie Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Fna era in permesso sindacale e che le riunioni, le assemblee e i corsi di formazione vengono fatti dopo il turno di lavoro o nelle giornate di ferie dei delegati per non fermare il servizio. Quindi dire che la colpa dei tagli alle corse è dovuta ai permessi sindacali è una falsità che denigra la stragrande maggioranza degli autisti che fa con dedizione il proprio lavoro e si preoccupa dei disagi che possono derivare dal mancato servizio e per questo si sacrificano ogni giorno nonostante le condizioni di lavoro disagiate e le ripetute aggressioni».

La soppressione delle corse è per la Fit Cisl causata dalla «miopia dell’azienda che negli anni passati non si è attivata per fare i bandi per le assunzioni del personale, con il risultato che le assunzioni fatte negli ultimi tempi non riescono a coprire neanche le assenze fisiologiche. È dal 2018 che denunciamo la carenza di personale e invitiamo Mom a procedere con bandi per nuove assunzioni - prosegue Bergamin - ma l’azienda si è mossa troppo tardi, nel 2020, con l’esplosione della pandemia. Abbiamo fatto una verifica sul numero di ammalati e assenti confrontando la terza settimana del mese di novembre 2019 con la terza settimana di novembre 2022: il risultato è che la differenza è di poche unità. Quindi evidentemente non rimpiazzare le uscite di personale è la causa della soppressione delle corse, non le assenze per malattie, che ci sono sempre state».

Molte le proposte avanzate dalla Rsu per arginare il problema, a partire dalla revisione di alcuni servizi: quelli scolastici del sabato, il servizio urbano di Vittorio Veneto oramai obsoleto e quello della Pedemontana, che necessita di un interscambio migliorativo, con coincidenze e taglio di corse che si sovrappongono; opportuna anche la revisione delle linee urbane di Treviso. «Tutte proposte - spiega Bergamin - che possono migliorare il servizio, evitare tagli a spot e portare risparmio che deve essere reinvestito dove necessario».

Non trascurabile il mancato riconoscimento economico per i lavoratori Mom che in questi anni di difficoltà hanno garantito quotidianamente il servizio. «Abbiamo chiesto più volte all’azienda di dare un riconoscimento ai lavoratori per l’impegno - spiega Bergamin -. C’era la possibilità di sfruttare quanto previsto dal Decreto Aiuti con i bonus carburante da 200 euro o i fringe benefit da 600 euro, ora portati a 3.000 euro, ma nulla è stato fatto da parte dell’azienda, anzi. In questi giorni a livello nazionale è stata bloccata anche l’erogazione dei 250 euro una tantum prevista dal rinnovo del CCNL che doveva essere erogata con la mensilità di novembre».

Infine la preoccupazione per l’entrata in Mom del nuovo socio Autoguidovie SPA con quota del 30%. «L’entrata del nuovo socio - dice Bergamin - è dovuta per legge e garantisce a Mom le concessioni di esercizio per altri 9 anni con opzione per ulteriori 4,5 anni. Sicuramente un socio privato che arriva da un’altra regione non investe per amore del territorio, ma vorrà trarre dei profitti. Avrà il tempo delle concessioni per portare a termine il suo progetto. A questo proposito, la Rsu congiuntamente alle segreterie Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl-Fna ha chiesto un incontro al presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon in qualità di socio di maggioranza di Mom. Chiederemo garanzie per il futuro della nostra azienda a tutela del territorio e del nostro lavoro. Solitamente la politica non ha la capacità di guardare a lungo raggio, cosa che nel caso del trasporto pubblico di Mom è necessaria, perché il TPL deve essere un diritto sociale che non sempre i privati hanno interesse di garantire».

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