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L'ingresso dell'ospedale di Treviso

L'ingresso dell'ospedale di Treviso

Sicurezza, mansioni scorrette e pagamenti: dipendenti Serenissima in agitazione

Il sindacato Adl Cobas ha presentato una piattaforma di richieste alla quale l'azienda non ha risposto. Proclamato lo stato di agitazione, giovedì presidio davanti all'ospedale e volantinaggio

Proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori della cooperativa "Serenissima" in servizio presso l'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Il sindacato Adl Cobas ha presentato nei giorni scorsi una piattaforma di richieste alla quale l'azienda non ha ancora risposto e perciò è stata avviata la mobilitazione. Per questo motivo giovedì mattina sindacati e lavoratori presidieranno l'ingresso dell'ospedale, con un volantinaggio.

Il comunicato di Adl Cobas

Siamo lavoratori e lavoratrici che occupano un posto delicato ed importante. Il lavoro di cura in un ambiente come quello dell'ospedale richiede competenze, attenzione e soprattutto che chi lavora venga messo nelle condizioni di poter svolgere le mansioni nella migliore situazione possibile. Serenissima invece ha dimostrato di trattare il lavoro nell'ospedale come quello in un qualsiasi ristorante o mensa, nel quale l'unico obbiettivo resta quello di massimizzare i guadagni: tutto questo spesso a scapito delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio prestato. Noi chiediamo che venga rispettato il nostro lavoro e che venga rispettato il nostro impegno! Per questo abbiamo stilato una piattaforma di rivendicazioni rispetto alle quali non siamo più disposti a transigere:

1) MANUTENZIONE DEGLI STRUMENTI DI LAVORO: Negli ultimi 3 anni le lavoratrici assistono ad un progressivo peggioramento delle condizioni degli strumenti di lavoro. Ci riferiamo in particolare ai carrelli dei pasti e delle colazioni che hanno causato più di un infortunio sul lavoro alle lavoratrici, ai tablet per le prenotazioni e al materiale per le pulizie. Chiediamo che Serenissima si preoccupi di risolvere immediatamente le questioni sottolineate!

2) MANSIONI DELLE LAVORATRICI: Da alcuni mesi a questa parte alle lavoratrici viene chiesto di svolgere le pulizie dello spogliatoio. Da un lato viene chiesto alle lavoratrici di svolgere una mansione che NON APPARTIENE al loro mansionario e che anzi non potrebbe essere svolta dalle lavoratrici addette al servizio cucina, dall'altro assistiamo da alcuni anni a questa parte ad una progressiva diminuzione delle ore a disposizione delle lavoratrici per svolgere le mansioni richieste. Riteniamo che ad un aumento del lavoro debba corrispondere un aumento delle ore lavorabili!

3) CHIAREZZA NEI CEDOLINI PAGA: ogni qual volta che le lavoratrici svolgono lavoro supplementare, assemblee sindacali, corsi di formazione o visite mediche le ore impiegate non vengono pagate. Pertanto chiediamo che le ore di supplementare, le assemblee sindacali, i corsi di formazione e le visite mediche e di altre prestazioni straordinarie vengano pagate nella busta paga del mese in cui vengono svolte, senza alcuna compensazione!

Chiediamo che Serenissima dia delle risposte chiare su questi punti e che siano disposti ad ascoltare e a capire le richieste dei lavoratori, ma ancora una volta ci viene opposto un muro. Abbiamo bisogno di risposte, abbiamo bisogno che il nostro lavoro venga rispettato. In questi giorni in tanti si sono riempiti la bocca sull'eccellenza della sanità veneta. In questi anni Serenissima ha potuto fare il bello e il cattivo tempo con i lavoratori, con la collaborazione di sindacati andando a gravare sui lavoratori e sui contribuenti con l'istituzione dei contratti di solidarietà. A Treviso si decide di investire sulla cittadella della salute, che come tante altre grandi opere servirà solo a riempire il nostro territorio di nuovo cemento e di arricchire costruttori, società e personale politico. Conosciamo bene come funzionano gli appalti delle opere in Veneto! Ma che vengano a vedere le condizioni di lavoro negli ospedali e che si investa sulla salvaguardia di competenze e dignità dei lavoratori! Per questo non ci resta che proclamare lo stato di agitazioni e preparare iniziative di protesta per far sentire la nostra voce. E vedremo se qualcuno avrà voglia di ascoltare le nostre richieste o se si preferirà continuare a fare orecchie di mercanti mentre si decantano le lodi della sanità in Veneto!

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