Flashmob in difesa dell'ambiente sabato a Treviso

Dalle 16.30 in piazza Indipendenza attivisti No Pedemontana, No Tav, Comitato No Olimpiadi Cortina 2026, Associazioni e Comitati ambientalisti del Veneto

Un tratto di pedemontana

Il Veneto è la prima regione per consumo di suolo, una delle aree più inquinate dell'intera Europa, con i salari mediamente più bassi nel settore della manifattura nel nord d’Italia. Questi sono i veri primati di Zaia e di 25 anni di governo della Lega e del Centro destra nella nostra Regione. Ma anche nei fatti si vuole che tutto resti come prima, insistendo sulle grandi opere, sui grandi eventi e nella devastazione del nostro territorio, nonostante i disastri, nonostante la pandemia da Covid 19 abbia mostrato l'insostenibilità di un modello di sviluppo ormai superato.

La Pedemontana, la Tav Brescia-Padova, l'inceneritore di Fusina, e ovviamente il circo delle Olimpiadi di Cortina come esempio, si portano dietro ingentissimi danni e rischi per l'ambiente ed il territorio, consumando ettari ed ettari di suolo e mettendo a rischio il sistema idrogeologico, la biodiversità, la qualità di aria e acqua. M nonostante questo si va avanti. Si va avanti anche se le previsioni sullo sviluppo dei traffici commerciali, del turismo, della mobilità delle persone si debbano sicuramente ridimensionare: nell'immediato e per un lungo periodo. Si va avanti con spreco di risorse pubbliche a favore delle grandi imprese di costruzione, delle banche, della finanza e delle categorie cosiddette imprenditoriali, che vogliono i soldi di tutti, senza condizioni, per fare gli affari di sempre. La stessa posizione di Confindustria è ribadita nella recente lettera a Zaia delle associazioni di impresa del Veneto che ne chiedono l'intervento presso il governo per avere denaro senza alcuna condizione.

Oggi, certamente, gli investimenti pubblici sono indispensabili e non c'è altra possibilità per garantire reddito e posti di lavoro che altrimenti sarebbero travolti dalle conseguenze dello sconquasso alla economia globale determinato dal Coronavirus, ma questo può avvenire solo con un cambio radicale del modello che ha prodotto la crisi che stiamo attraversando. I soldi pubblici vanno investiti nel sociale, nella scuola pubblica, nella sanità pubblica, in un piano di riconversione ambientale dell'economia e delle produzioni, nel risanamento e nella bonifica dei territori. Questi sono gli investimenti che potrebbero creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e rilanciare un'economia sana e in equilibrio con la natura. Le vere grandi opere sono la difesa dell'ambiente e la bonifica dei numerosi danni - Marghera e i Pfas, solo per citare i più importanti – inflitti al territorio veneto negli ultimi decenni! I soldi ci sono! Tassare i grandi patrimoni; contrastare duramente l'evasione fiscale; intervento diretto e senza nuovo debito da parte della Banca Centrale Europea.

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