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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Poliziotti, mercoledì la protesta: «Siamo senza risorse e sotto organico»

L'11 luglio nuova mobilitazione a Treviso e provincia. Giovanna Gagliardi del sindacato di polizia Silp Cgil di Treviso: «Per il Governo Meloni i nostri sacrifici valgono 24 euro lordi al mese, meno di mezzo caffè al giorno»

Le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato aderenti al sindacato Silp Cgil hanno annunciato una nuova mobilitazione per la giornata di domani, mercoledì 12 luglio. L'obiettivo è denunciare il dramma di un comparto sicurezza sempre più abbandonato a sé stesso: nessuna assunzione straordinaria di personale per compensare i pensionamenti, come dimostra la drammatica carenza di poliziotti nelle Questure e nelle Specialità delle altre sei province del Veneto, stipendi fermi al 2021 (mentre per i dirigenti non è stato mai firmato il primo contratto, che attendono da sei anni), nessuna attenzione per le condizioni di lavoro e il benessere organizzativo delle poliziotte e dei poliziotti, mentre riesplode il fenomeno suicidario con 10 casi tra i poliziotti sui 23 registrati da inizio anno tra tutto il personale che opera in divisa nel nostro Paese.

Il commento

«Come abbiamo scritto lo scorso 6 giugno al nuovo capo della Polizia - spiega la segretaria provinciale Giovanna Gagliardi del sindacato di polizia Silp Cgil di Treviso -. Nella Marca il Silp Cgil ha deciso per l’adesione alla mobilitazione nazionale davanti alle Prefetture. Con la fuoriuscita di non meno di 20 poliziotti sia quest’anno che nel 2024, la situazione diventa ogni giorno più complessa e difficile. Uffici dove prima si lavorava in cinque o sei oggi sono ridotti quando va bene con tre, a volte anche solo due dipendenti. Mentre gli atti da trattare, anche per via della continua produzione legislativa, anziché diminuire, aumentano. Questo fa esplodere il ricorso al lavoro straordinario, con il risultato beffa che, superato un certo limite, il residuo viene pagato anche con uno o due anni di ritardo. Tema a noi caro, oggetto di molti comunicati negli anni scorsi come il sottolineare che i nuovi agenti arrivati non coprono le uscite per pensionamento. Tutti gli Uffici sono sottorganico e questo rende difficile trovare anche solo poche persone per i servizi di ordine pubblico. La grave situazione dell’organico riguarda tutti gli Uffici della provincia: la Polizia Postale ha un personale che si conta sulle dita di una mano, il Commissariato di Conegliano, la Frontiera Aerea, la Polizia Stradale, sia in Sezione a Treviso che in A27, Castelfranco e Vittorio Veneto, per non parlare della Polizia Ferroviaria. Tutti fortemente sotto organico, in alcuni Uffici anche fino a 20 unità in meno. Le assunzioni straordinarie promesse sono un miraggio - prosegue l'esponente del sindacato di polizia - e con una carenza di organico complessiva di 10mila unità, grazie al combinato disposto con i pensionamenti che supereranno i nuovi arrivi, un problema che riguarda anche i carabinieri e le altre forze dell'ordine. A tutto questo aggiungiamo il contratto scaduto e gli straordinari non pagati, il tema delle pensioni e della previdenza complementare/dedicata che viene ignorato cosicché i poliziotti già oggi mal pagati saranno i nuovi poveri in quiescenza, la questione dell'organizzazione del lavoro e del benessere psicofisico che sono completamente ignorate da chi ha responsabilità politiche e di governo. L'unica elemosina regalata ai poliziotti proprio da questo mese di luglio è un emolumento accessorio una tantum per il solo 2023, che dovrebbe compensare il mancato contratto, scaduto e per il quale il governo non ha previsto alcun finanziamento nell’ultima legge di bilancio. Parliamo di 24 euro lordi mensili per un agente. Neppure mezzo caffè al giorno. Quella del 12 luglio rappresenta allora solo la prima tappa di un lungo percorso di mobilitazione se non registreremo una inversione di tendenza concreta nella gestione delle politiche di sicurezza di questo Paese» conclude il segretario provinciale Gagliardi.

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